{"id":6892,"date":"2021-11-06T15:26:58","date_gmt":"2021-11-06T14:26:58","guid":{"rendered":"https:\/\/isula.sardegna.it\/?page_id=6892"},"modified":"2021-11-06T15:31:24","modified_gmt":"2021-11-06T14:31:24","slug":"turismo-emozionale-ed-esperienziale-di-clara-soccorsi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/isula.sardegna.it\/turismo-emozionale-ed-esperienziale-di-clara-soccorsi\/","title":{"rendered":"Turismo emozionale ed esperienziale di Clara Soccorsi"},"content":{"rendered":"<p>Come abbiamo visto, il turismo della societ\u00e0 contemporanea \u00e8 in continua trasformazione e arricchimento di nuovi aspetti, ed ha assunto molteplici valenze e declinazioni in base all\u2019offerta che propone. Si \u00e8 parlato della declinazione sostenibile del turismo, ma recentemente si stanno sviluppando anche altre pratiche di turismo, spesso tra loro legate, basate non pi\u00f9 tanto di per s\u00e9 sulla meta da raggiungere, e dunque sul dove, ma sul come, sulle esperienze ed emozioni che si potranno fare e vivere durante il soggiorno.<\/p>\n<p>Vorrei partire per\u00f2 da un po&#8217; pi\u00f9 lontano per dare una base di riflessione sui motivi di questo cambiamento nei confronti del turismo, e vorrei proprio citare il testo Il punto di svolta, Scienza, societ\u00e0 e cultura emergente del 1982 di Fritjof Capra che presenta una riflessione particolareggiata sul nodo sostanziale di cambiamento di prospettiva che la societ\u00e0 occidentale si trova necessariamente ad affrontare, come transizione fondamentale nel suo percorso di evoluzione e mutamento; si tratta del passaggio dalla concezione meccanicistica di Descartes e Newton a una concezione olistica ed ecologica.<br \/>\nLa crisi energetica, l\u2019inflazione galoppante, la disoccupazione, l\u2019inquinamento sono, secondo lo studioso, sfaccettature di un\u2019unica crisi di percezione rispetto al macro-contesto in cui si colloca la societ\u00e0 e che avrebbe bisogno, per essere descritto e compreso in modo appropriato, di una prospettiva ecologica che il paradigma cartesiano non \u00e8 in grado di offrire.<\/p>\n<p>La particolarit\u00e0 dell\u2019opera di Capra, che credo interessante ai fini di questa ricerca, sta nell\u2019adozione di un \u201cparadigma sistemico\u201d, ovvero nel cogliere l\u2019interrelazione e l\u2019interdipendenza di tutti i fenomeni, ugualmente centrali per la comprensione degli eventi: fisici, biologici, psicologici, sociali, culturali.<br \/>\nProprio quest\u2019ultimo aspetto di interconnessione \u00e8 a mio avviso molto interessante da indagare nell\u2019ambito delle nuove pratiche di turismo, avvicinando gli studi di Capra non pi\u00f9 solo a quello sostenibile, ma direi in misura maggiore proprio al turismo emozionale.<br \/>\nPrima di entrare nel merito del turismo emozionale risulta utile accennare ad altre due tipi di turismo ad esso collegati (oltre a quello sostenibile per cui si fa riferimento alla tesina \u201cTurismo sostenibile\u201d), ovvero il turismo motivazionale e quello esperienziale.<br \/>\nIl primo si concentra sulle passioni, i desideri, le motivazioni appunto, che influenzano la scelta turistica; non si basa infatti, al contrario del turismo di tipo convenzionale, sulla scelta di una meta, ma sulla passione che ha spinto il turista a scegliere una determinata localit\u00e0 e la voglia di condividere questa passione con altri, che \u00e8 poi il motivo che spinge verso una determinata tipologia di vacanza.<br \/>\nDi tale tipologia turistica fanno parte ad esempio offerte che comprendano la possibilit\u00e0 di praticare alcuni sports come sci-alpinismo, canoismo, arrampicata, mountain\u2010bike, birdwatching, ma anche tour tematici come ad esempio quello delle Ville Venete, o delle aree archeologiche campane, Musei Tematici, o ancora tour enogastronomici con acquisti diretti dal produttore, ecc\u2026<\/p>\n<p>Nel turismo esperienziale poi si viaggia non tanto con l\u2019obiettivo di vedere luoghi pi\u00f9 o meno nuovi, ma soprattutto, come sottinteso nella parola stessa, per fare nuove esperienze, per sperimentare nuove situazioni che difficilmente \u00e8 possibile vivere nella routine della vita quotidiana; dunque si cerca un modo di calarsi in una realt\u00e0 altra per qualche giorno, di venire a contatto con situazioni nuove che spesso prediligono la riscoperta della genuinit\u00e0 e dell\u2019autenticit\u00e0, come ad esempio l\u2019esperienza attiva della vendemmia, o della lavorazione del formaggio, la riscoperta di usi e costumi tipici di localit\u00e0 ai margini, ecc\u2026<br \/>\nRisulta abbastanza chiaro quanto tutte queste modalit\u00e0 di fare turismo siano interconnesse e legate a doppio filo, e quanto la ricerca di nuove esperienze sia direttamente collegata alla voglia, alla necessit\u00e0 di provare nuove emozioni: \u00e8 perci\u00f2 naturale ed inevitabile il passo successivo che porta al turismo emozionale, il quale si basa proprio sulla crescente domanda da parte di molti utenti di vivere una vacanza all\u2019insegna di nuove emozioni e non pi\u00f9 alla ricerca della comodit\u00e0 o del lusso, come avviene invece nel turismo tradizionale.<br \/>\nQueste nuove declinazioni del turismo hanno il merito di intercettare tutta quella fetta di persone alle quali la vacanza tradizionale in villaggi turistici e mega-hotel, spesso vista solamente o in buona parte come un momento di relax in cui approfittare di agi e comfort, non interessa pi\u00f9.<br \/>\nEntra cos\u00ec in gioco l\u2019imprevisto, un elemento nuovo che mette in discussione molte componenti della tradizionale offerta turistica, basandosi su fattori differenti e contrari rispetto al turismo tradizionale.<br \/>\nL\u2019imprevisto diviene elemento trainante della vacanza emozionale e la tipologia e la qualit\u00e0 delle emozioni ricercate dai singoli \u00e8 ovviamente fortemente correlata alla cultura di appartenenza, al culto, allo stile di vita, anche se alla base vi \u00e8 sempre la voglia di una fuga temporanea dalla propria realt\u00e0 alla ricerca di una differente.<\/p>\n<h4><strong>Esempi di turismo emozionale<\/strong><\/h4>\n<p>Sulla scia del boom del turismo emozionale, avvenuto maggiormente negli ultimi quattro anni, si sono create diverse tipologie di offerta turistica e sono nate alcune applicazioni per dispositivi quali smartphone e tablet di cui l\u2019iniziativa digitale chiamata AppTripper \u00e8 uno degli esempi pi\u00f9 conosciuti: questa app si propone come un servizio di turismo emozionale, offrendo l\u2019opportunit\u00e0 di seguire itinerari ad hoc in un gruppo di localit\u00e0 d\u2019arte italiane ed europee, anche per brevissime permanenze addirittura di solamente qualche ora, e senza per forza dover pagare un biglietto, considerato che la maggior parte delle proposte sono free ticket.<\/p>\n<p>L\u2019impresa, nata a Napoli, \u00e8 capeggiata da Sebastiano Deva dal 2013 e si pu\u00f2 definire come una social app, una piattaforma che digitalizza percorsi turistici nelle citt\u00e0 d\u2019arte italiane, come detto, ma in un modo davvero particolare: infatti, attraverso un sistema di riferimento di geolocalizzazione puntato su beni artistici accessibili al pubblico (prediligendo dove possibile sistemi \u201cminori\u201d e beni non compresi nei tradizionali percorsi turistici), il sistema suggerisce degli itinerari che si basano su una delle otto emozioni previste dall\u2019app, scelta dall\u2019utente.<br \/>\nDunque ogni volta, per ogni luogo, si possono creare 8 tour emozionali pensati per valorizzare il territorio, ma anche tenendo presente il \u201cmood\u201d del fruitore, al quale viene chiesto di rispondere alla domanda \u201cCome ti senti oggi?\u201d e che pu\u00f2 rispondere scegliendo l\u2019emozione che pi\u00f9 gli corrisponde o che pi\u00f9 vuole approfondire tra: Estasi &#8211; Sorpresa \u2013 Gioia &#8211; Malinconia &#8211; Meraviglia \u2013 Amore \u2013 Paura &#8211; Rabbia.<br \/>\nCome afferma il creatore sul sito dell\u2019applicazione: \u201cLa Geografia Emozionale \u00e8 una rete di paesaggi emotivi, dove lo spazio si fa vettore di significati emozionali, in altre parole, di storie. Il modo in cui noi conosciamo e viviamo la citt\u00e0 \u00e8 il risultato pi\u00f9 o meno consapevole di esperienze che restituiscono una visione.<\/p>\n<p>L\u2019insieme di tutte queste visioni particolari \u00e8 ci\u00f2 che distingue un luogo da uno spazio e rappresenta la trama materiale di un background culturale, una mappa che ci appartiene e cresce con noi.<br \/>\nSe applichiamo questo concetto a un contesto espositivo, \u00e8 possibile reinventare il modo in cui conosciamo e viviamo l\u2019arte e i suoi spazi.<br \/>\nNel mercato artistico si assiste al nuovo fenomeno dei \u201cmusei empatici\u201d che hanno fatto emergere stimolanti interrogativi sul modo di concepire uno spazio culturale: cosa vuol dire prevedere le aspettative dei visitatori e anticiparle? Rispondere a questa domanda richiede l\u2019acquisizione di molte conoscenze sull\u2019art lover.<\/p>\n<p>I musei hanno bisogno di sapere molto di pi\u00f9, necessitano di una comprensione concreta su chi sia il visitatore e su quali siano i suoi desideri.<br \/>\nPi\u00f9 si \u00e8 vicini all\u2019arte pi\u00f9 la si cerca. Questo vuol dire trasformare i luoghi dell\u2019arte in un paesaggio interiore, conquistare nuove frontiere nel fare cultura\u201d.<br \/>\nUn\u2019altra realt\u00e0 che voglio porre all\u2019attenzione del lettore \u00e8 quella che coniuga turismo emozionale, storytelling , esperienze e artigianato di qualit\u00e0, inserendo il tutto nell\u2019Italia pi\u00f9 nascosta e meno battuta, facendo poi circolare contenuti in una platea globale.<br \/>\nMi riferisco ad Italian Stories, la start-up nata in Trentino nel gennaio 2015 grazie agli architetti Eleonora Odorizzi e Andrea Miserocchi e inglobata in Progetto Manifattura, che si basa su un format made in Italy originale e irresistibile, offrendo pacchetti turistico-esperienziali con una particolare attenzione a workshop, percorsi o visite alle botteghe degli artigiani di qualit\u00e0, contando pi\u00f9 di cento artigiani in tutta Italia che danno vita a pi\u00f9 di duecento esperienze a cui assistere, con una scelta che anche economicamente risulta essere molto ampia: infatti si va dai 20 fino ai 300 euro per performance .<br \/>\nLe esperienze poi vengono raccontate spontaneamente sul sito da chi le ha vissute in prima persona e questo crea una narrazione collettiva fondamentale nel dare valore aggiunto al progetto e nel diffondere l\u2019iniziativa utilizzando un modo nuovo e non convenzionale di pubblicit\u00e0.<br \/>\nCos\u00ec i fondatori raccontano Italian Stories: \u201cC&#8217;\u00e8 la visita a Venezia da Marisa, l&#8217;impresaria, che crea gioielli e decori per la casa infilando perle e perline di vetro veneziane con lunghi aghi dell&#8217;800 che raccontano la storia della citt\u00e0; c&#8217;\u00e8 il workshop con il ceramista Giuseppe a Villamagna per riscoprire le radici millenarie dell&#8217;umanit\u00e0, e poi il corso di drappeggio su misura in una bottega sartoriale fiorentina o la visita da una merlettaia di Bologna.<br \/>\nL&#8217;abilit\u00e0 manuale di Andrea, cartaio salentino con bottega-laboratorio a Sogliano Cavour, \u00e8 piaciuta cos\u00ec tanto che \u00e8 finita in un programma di punta della tv nazionale di Singapore\u201d affermando che l&#8217;esperimento sta avendo grande successo, soprattutto per quello che riguarda un turismo straniero nuovo, come ad esempio quelle australiane e dell&#8217;estremo oriente.<\/p>\n<p>\u201cUn modo innovativo per valorizzare il patrimonio di conoscenze del nostro paese, che unisce turismo 2.0 e tradizione in una community virtuale e che presto si amplier\u00e0 con un canale dedicato alla vendita B2B (Business-to-Business) e una sezione su musei e festival dell&#8217;artigianato\u201d .<br \/>\nIl modello di turismo emozionale sta diventando un vero e proprio \u201cmust\u201d, tanto che lo stesso MIBAC, nel suo Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017-2022 intitolato \u201cItalia Paese per viaggiatori\u201d, cita il turismo emozionale, assieme a quello di tipo attivo e al cicloturismo, come target da raggiungere attraverso \u201clo sviluppo di attivit\u00e0 sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale e l\u2019attenzione alla riduzione degli impatti sulle risorse naturali, nonch\u00e9 l\u2019individuazione di motivazioni di viaggio slow\u201d .<br \/>\nAlcune localit\u00e0 turistiche italiane si stanno dunque attrezzando per poter far propria questa filosofia e conseguentemente poter accogliere al meglio quel tipo di turismo.<\/p>\n<p>A tal proposito vorrei riportare come esempio quello della Costiera Amalfitana, celeberrima e amatissima meta per milioni di turisti, in gran parte stranieri, che durante tutto l\u2019anno accorrono per scoprire le bellezze del luogo, ma che rischia di essere fagocitata e distrutta sotto il peso della sua stessa notoriet\u00e0.<br \/>\nProprio a Ravello, uno dei comuni simbolo della Costiera, si \u00e8 svolta il 24 giugno 2015 una conferenza dal titolo \u201cGovernance e media per un turismo emozionale\u201d, atta a riconsiderare le modalit\u00e0 di ricezione turistica sulla base dei nuovi interessi dei viaggiatori, ma anche nell\u2019ottica di trovare una maggiore armonia tra sviluppo economico e preservazione dei luoghi.<br \/>\nDi seguito viene riportata l\u2019intera premessa:<br \/>\n\u201cFino a qualche anno fa gli esperti nel campo del turismo invogliavano il viaggiatore a trascorrere le vacanze in mete nuove, poco conosciute sul mercato.<br \/>\nInoltre, attuavano tutte le strategie volte a garantire strutture funzionanti, animazione no-stop, abbondanza e qualit\u00e0 del cibo: i tipici villaggi vacanza.<br \/>\nDa qualche anno a questa parte, si sta assistendo ad un\u2019inversione di tendenze, ad un cambiamento nelle priorit\u00e0 di una grossa fetta dei viaggiatori.<br \/>\nNon \u00e8 il comfort ad essere al primo posto, sono le emozioni a regnare indiscusse sulla sommit\u00e0 del podio.<br \/>\nL&#8217;emozione per un turista \u00e8 un elemento fondamentale per vivere e rivivere, raccontando ad altri, l&#8217;esperienza del viaggio e servono strategie di marketing che tengano in considerazione la capacit\u00e0 dei luoghi di generare emozione e comunicazione, di narrare storie, di rievocare la tradizione, di creare la memoria di eventi e di definire l\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>Il marketing emozionale e il web 2.0 sono i due tool di cui servirsi per restare competitivi sul mercato del turismo e cambiare l\u2019approccio verso il marketing del turismo.<br \/>\nIl Centro Universitario Europeo ha supportato gli enti responsabili del sito UNESCO Costiera Amalfitana, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Salerno e Avellino e la Comunit\u00e0 Montana Monti Lattari, per la redazione del Piano di Gestione (PdG), richiesto da codesto Ministero per adeguare alle direttive volute dall\u2019UNESCO i siti inseriti nella WHL a partire dal 2004.<br \/>\nL\u2019UNESCO prevede, infatti, sei principi su cui deve essere fondato il management di un paesaggio culturale, quale \u00e8 la Costiera Amalfitana:<br \/>\n1. People associated with the cultural landscape are the primary stakeholders for stewardship<br \/>\n2. Successful management is inclusive and transparent, and governance is shaped through dialogue and agreement among key stakeholders.<br \/>\n3. The value of the cultural landscape is based on the interaction between people and their environment; and the focus of management is on this relationship.<br \/>\n4. The focus of management is on guiding change to retain the values of the cultural landscape.<br \/>\n5. Management of cultural landscapes is integrated into a larger landscape context.<br \/>\n6. Successful management contributes to a sustainable society.<br \/>\nParole chiave per una gestione vincente sono quindi: coinvolgimento, trasparenza, scambio uomo-territorio, cambiamenti guidati, sostenibilit\u00e0 sociale.<br \/>\nFondamentale, quindi, per il successo di un Piano di gestione, appare il ruolo che i media possono giocare per trasferire i risultati raggiunti dall\u2019attivit\u00e0 di gestione e valorizzazione del sito UNESCO e per corroborarne la credibilit\u00e0 scientifica al fine di supportare efficacemente i politici nelle scelte utili ma impopolari\u201d .<br \/>\nProprio quest\u2019ultima affermazione \u00e8 a mio avviso molto interessante perch\u00e9 pone all\u2019attenzione una problematica spesso sottovalutata ma centrale per il successo o meno di certe pratiche, non solo turistiche ma proprio di visione e organizzazione dei luoghi culturali e naturali; mi riferisco alla difficolt\u00e0 di collaborazione tra scienziati e studiosi, politici e cittadini, spesso incontrata per via di una mancanza di conoscenza e consapevolezza di politici e\/o cittadini riguardo i contenuti e i risultati a medio e lungo termine di alcuni cambiamenti di tendenza rispetto al modo di vedere, utilizzare e pubblicizzare un determinato luogo, cosa che nel tempo sta cambiando a favore di una maggiore collaborazione costruttiva fra le parti.<br \/>\nNella societ\u00e0 moderna, definita liquida, o 2.0, in cui internet \u00e8 lo strumento principale di comunicazione e veicolazione di qualsiasi informazione, il turismo ha bisogno di servirsi anche di un marketing comunicativo efficace che possa risultare d\u2019aiuto a far passare alcuni concetti e orientare le scelte dei viaggiatori Il marketing anche si deve reinventare, ha quindi un nuovo compito ovvero quello di indagare non pi\u00f9 le abitudini dei consumatori ma andare a scavare nella soggettivit\u00e0 della mente, le emozioni, i desideri e le percezioni.<br \/>\nCome affermato da Francesco Gallucci nel suo libro infatti \u201coggi non \u00e8 pi\u00f9 il prodotto ad essere venduto\u2026dato che per ogni categoria merceologica esiste una scelta amplissima bisogna quindi puntare al rapporto che il soggetto stabilisce con il brand e con i valori e le emozioni che questo comunica\u2026il consumatore ha cambiato pelle o sta cambiando pelle in cerca di esperienze pi\u00f9 che di prodotti, di sensazioni e di emozioni pi\u00f9 che di valori d\u2019uso\u201d.<br \/>\nUna voce simile si leva dall\u2019esperta in comunicazione culturale Elena Croci che ribadisce l\u2019importanza di investire sulla trasmissione delle emozioni per rispondere alle nuove aspettative che ha oggi il turista con pacchetti emozionali personalizzati, nell\u2019ottica di un cambiamento di priorit\u00e0, da un\u2019economia di mercato a un\u2019economia sociale.<\/p>\n<h3>Turismo e volontariato<\/h3>\n<p>Un\u2019ultima riflessione vorrei farla riguardo il rapporto tra turismo emozionale e volontariato.<br \/>\nSe infatti \u00e8 la ricerca di emozioni ci\u00f2 che caratterizza il turismo appunto detto emozionale, un modo certamente efficace di provarne di forti e positive \u00e8 aiutare gli altri, rendersi utili per qualcosa o per qualcuno, fare volontariato insomma.<br \/>\nE questo lo hanno capito gi\u00e0 da qualche tempo alcuni tour operator e molte associazioni che propongono dei pacchetti esperienziali che uniscono il viaggio come visita di luoghi sconosciuti e, perch\u00e9 no, anche di divertimento, con delle attivit\u00e0 di supporto a campagne benefiche o di salvaguardia di territori.<br \/>\nIn questo modo ci si pu\u00f2 rendere utili donando una parte del proprio tempo e ricevendo in cambio un\u2019esperienza arricchente sotto molti punti di vista, che aiuta anche ad ampliare i propri orizzonti geografici ma soprattutto mentali e culturali.<br \/>\nUno degli esempi pi\u00f9 importanti \u00e8 Projects Abroad, un\u2019organizzazione di volontariato che lavora per garantire esperienze di volontariato e stage all\u2019estero ed esiste dal 1992 con sede centrale in Inghilterra e uffici e progetti in oltre 50 paesi in tutto il mondo.<br \/>\n\u201cCon Projects Abroad, non ti limiti a visitare un paese da semplice turista.<br \/>\nHai modo di conoscere un paese con uno sguardo dal di dentro, di avvicinarti ad una realt\u00e0 nuova cogliendone significati e ritmi. Hai l\u2019occasione per superare l\u2019approccio consumistico e vivere un\u2019esperienza autentica, per accorgerti dei disagi ma anche della dignit\u00e0 dei popoli, l\u2019occasione per incontrare e riscoprirti attraverso l\u2019incontro\u201d<br \/>\nProjects Abroad organizza dunque viaggi di volontariato e stage ma non solo, infatti vi sono anche proposte di volontariato per minorenni, viaggi per over 50, viaggi di gruppo o con la famiglia; insomma un modo per fare una vacanza diversa che di certo si riveler\u00e0 un\u2019esperienza dalle emozioni uniche.<br \/>\nAltre realt\u00e0 che si muovono sulla stessa scia sono ad esempio i campi di volontariato ambientale come quelli di Legambiente, del WWF, di Sea Shepherd, di Ermes ma anche umanitario come per Viaggi e Miraggi, Planet Viaggi Responsabili, I Viaggi del Sogno, Viaggi Solidali, o anche culturale come per il volontariato al FAI Fondo Ambiente Italiano (una fondazione senza scopo di lucro nata nel 1975, sul modello del National Trust, con il fine di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano ), e questi sono solamente una piccola parte delle proposte che si possono trovare; ce ne sono davvero per tutti i gusti, basta avere voglia di dare una mano e mettersi in gioco per vivere davvero appieno un\u2019esperienza di turismo emozionale.<br \/>\nIn Sardegna da oltre 30 anni l\u2019Associazione di Volontariato Amici di Sardegna 12 svolge un importante compito di \u201cformazione permanente\u201d rivolta in primo luogo ai residenti che spesso conoscono meglio altre citt\u00e0 e regioni estranee alla Sardegna, ma anche ai viaggiatori, visitatori e turisti che scelgono come destinazione la Sardegna per offrire loro dei percorsi di conoscenza integrata attraverso le quali si cerca di \u201cfar vivere delle esperienze\u201d piuttosto \u201ctrascorrerle\u201d nel contesto delle molteplici bellezze e significative risorse, materiali e immateriali che la Sardegna possiede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come abbiamo visto, il turismo della societ\u00e0 contemporanea \u00e8 in continua trasformazione e arricchimento di nuovi aspetti, ed ha assunto molteplici valenze e declinazioni in base all\u2019offerta che propone. 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