Malu Entu: Cosa si vuole dimostrare?

 

 

 

Da oltre 20 anni mi occupo dell’Isola di Malu Entu e, più in generale, di tutte le isole minori della Sardegna.

Per motivi di studio e di ricerca ogni anno mi reco per alcuni giorni su questa meravigliosa isola, tanto antica da aver visto sorgere buona parte della Sardegna.

Questa isola è infatti una delle prime terre emerse della nostra regione.

Solo per questo motivi dovrebbe avere una considerazione ben maggiore.

In questi anni ne ho studiato la flora, la fauna, la conformazione geologica e petrografica senza trascurare tutta la bibliografia e la cartografia presente sull’isola.

Ho incontrato studiosi dell’Università di Cagliari, Sassari, Roma, Firenze, di Bastia, di Salvador de Bahia e di Boston. Ho raccolto testimonianze di vecchi pescatori, raccolto leggende e detti, ho pubblicato articoli e curato servizi su tutte le testate giornalistiche locali. Ho scritto per Archeologia Viva, Gente Viaggi, Patrimonio SOS, Prima Pagina e altri e curato la pubblicazione di tre libri sull’isola e diversi cortometraggi.

Mi sono recato al Catasto, al Comune, Provincia e Regione, presso le Forze dell’ordine locali e in Soprintendenza archeologica per conoscere anche tutti gli aspetti documentali dell’isola, nonché le complesse vicende riguardanti i vari passaggi di proprietà che in quest’ultimo secolo si sono avuti.

Insieme all’Associazione Amici di Sardegna abbiamo più volte, realizzato delle campagne di pulizia dell’Isola e segnalato i gravi danneggiamenti che l’isola ha subito in questi anni, dall’asportazione di tartarughe alla pesca indiscriminata, dallo scavo clandestino in area archeologica alla caccia di conigli. Ma più di ogni altra cosa abbiamo segnalato l’assoluta mancanza di vigilanza e controlli. Oggi tutti si possono recare sull’isola come meglio credono. Le perimetrazione dell’ente parco non sono rispettate da nessuno, forse anche perché non visibili e questo comporta un’impattante presenza di turisti e visitatori tale da compromettere il delicato ecosistema insulare.

Oggi Salvatore Meloni ha deciso usare quest’isola per motivi politici che, per quanto possano essere più o meno condivisibili, non giustificano il gesto e ciò per una serie di motivi:

  • 1) Non abbiamo bisogno di folklore per risolvere i problemi della Sardegna. Ce n’è già tanto!
  • 2) Perché quando proponemmo l’acquisto dell’isola attraverso una pubblica sottoscrizione dell’Associazione Amici di Sardegna, nessuno degli attuali occupanti dell’isola ci ha contattato?
  • 3) Perché in tutte le iniziative organizzate in tutta la Sardegna per promuovere la campagna di conoscenza dell’isola (Cagliari, Oristano, Cabras, Putzu Idu, Bosa, Sassari) e dare vita al comitato per la raccolta dei fondi, mai nessuno degli odierni protagonisti ha voluto incontrarci o darci 1000 lire?
  • 4) Quali sono i documenti prodotti (libri, articoli, video) e i progetti che s’intendono realisticamente adottare per la salvaguardia dell’Isola
  • 5) Ci si è preoccupati ci contattare il proprietario per comunicare l’iniziativa?
  • 6) L’ipotesi dell’usucapione è un’ipotesi aleatoria e patetica in quanto occorre provare un possesso ininterrotto, pacifico e non clandestino protratto per 10 o 20 anni. E in tutti questi anni che mi reco sull’isola e dove ho anche pernottato per qualche giorno non ho mai incontrato nessuno di questi signori.

L’usucapione deve svilupparsi senza soluzioni di continuità, con "il corpus e l’animus". Essa non si può interrompere neppure per un giorno e mi sorprende che dei valenti avvocati possano fare affermazioni di altra natura.

 

Infine mi meraviglia che questa discutibile iniziativa ottenga tanta visibilità a discapito di altre, forse più realistiche, che avrebbero meritato maggiore attenzione sia per i contenuti intrinseci delle stesse che per i nomi che le animavano. Penso a Francesco Cesare Casula, Ottorino e Attilio Mastino, Raimondo Zucca, Pasquale Onida, Vittorio Rizzardi, Oliviero Beha, Vincenzo Santoni, Donatella Salvi, Rita Meloni, Francesco Vacca, Marco Porcu, Giuliano Carta, Luigi Spanu, Sergio Atzeni e tanti altri.

 

Roberto Copparoni

Presidente Associazione Amici di Sardegna ONLUS

3 commenti su “Malu Entu: Cosa si vuole dimostrare?”

  1. “Raimondo Zucca”: credo che sia sbagliato il cognome.

    “Oliviero Bea”: il giusto cognome è BEHA, con la lettera acca.

  2. No, il nome del Prof. Zucca è giusto. Era, invece sbagliato il cognome del giornalista Oliviero Beha e non Bea. Grazie dell’intervento 🙂

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