Un aiuto per un piccolo grande progetto umanitario

Un gesto concreto per costruire un futuro per la Tanzania

Cari amici vi chiediamo di fermarvi un momento a guardare oltre i nostri confini, verso la Tanzania, un Paese dell’Africa orientale situato appena sotto la linea dell’Equatore. È una terra grande circa tre volte l’Italia, bagnata dall’Oceano Indiano, ricchissima di bellezze naturali e fauna straordinaria, conosciuta in tutto il mondo per i suoi parchi nazionali: il Serengeti, il cratere di Ngorongoro, il Kilimangiaro.
Ma dietro queste immagini affascinanti si nasconde una realtà molto diversa, fatta di povertà diffusa, mancanza di lavoro e poche prospettive di vita dignitosa, soprattutto per i giovani. Secondo stime attendibili, circa due terzi della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, e lo Stato sopravvive grazie agli aiuti internazionali, che coprono quasi l’80% del bilancio nazionale. Eppure, in questo contesto fragile, la Tanzania ci offre anche una grande lezione: popolazioni di religione cattolica e islamica convivono pacificamente, costruendo ogni giorno relazioni di rispetto e collaborazione. È in questo clima che il Vescovo di Mbeya, Mons. James Sangu, ha accolto la Congregazione delle Suore di Maria Regina degli Apostoli, riconosciuta ufficialmente dal Vaticano nel 2009.
Grazie a una convenzione con le diocesi di Ivrea e Cagliari, sostenuta dall’allora Vescovo Mons. Arrigo Miglio, alcune suore sono giunte anche a Cagliari. Tra loro c’è Suor Verediana Mwanyasi, che molti di noi conoscono personalmente, e che è responsabile legale del progetto che vi presentiamo oggi.
PERCHÉ QUESTO PROGETTO ?
Ci troviamo nella zona di Mbeya, dove l’economia si basa quasi esclusivamente su agricoltura e allevamento di sussistenza. Le opportunità di lavoro sono rarissime. I giovani si sposano molto presto, intorno ai 20 anni, ma senza un lavoro non possono mantenere la propria famiglia. Questo genera frustrazione, povertà cronica e, spesso, emigrazione o abbandono. Nel villaggio di Hasamba la situazione è ancora più dura: molte famiglie non hanno alcun reddito stabile e i giovani non vedono alcuna possibilità di futuro. Davanti a questa realtà, la nostra Congregazione ha scelto di non limitarsi all’assistenza, ma di proporre una soluzione concreta e duratura: offrire ai giovani una formazione professionale, che permetta loro di lavorare, mantenere la famiglia e restare nella propria terra.
“GIOVANI FALEGNAMI CRESCONO”: IL LAVORO PER CREARE UN FUTURO
Nel 2016 è stato aperto un primo Centro di formazione professionale per 12 ragazzi, dedicato all’apprendimento dei mestieri di falegname e carpentiere. È nato così il progetto “Giovani falegnami crescono”. Non si tratta solo di imparare un mestiere, ma di:
• restituire dignità ai giovani,
• creare autonomia economica,
• costruire stabilità familiare,
• rafforzare l’intera comunità.
Il Centro ha già compiuto un passo fondamentale: nel giugno 2024 lo Stato ha riconosciuto ufficialmente il “St. Joseph Vocational Training Centre”, autorizzandone l’attività formativa. I corsi sono iniziati a gennaio 2025. Fa riflettere – e commuove – sapere che alcuni giovani hanno rimandato l’iscrizione a dopo il raccolto, per poter mettere da parte il poco denaro necessario a comprare scarpe, vestiti e quaderni. Questo ci dice quanto grande sia il loro desiderio di imparare e di cambiare la propria vita.
COSA E’STATO FATTO
Molto è già stato realizzato grazie alla solidarietà:
• la Caritas diocesana di Cagliari ha finanziato l’acquisto e la spedizione di una macchina per la falegnameria;
• l’associazione “Operazione Africa” ha reso possibile la costruzione del laboratorio, di due dormitori con servizi e di un ufficio.
Questi risultati dimostrano che la solidarietà funziona e che ogni contributo, se ben indirizzato, produce frutti concreti. Ora anche l’Associazione di volontariato Amici di Sardegna ETS sta collaborando per il reperimento dei fondi necessari.
COSA E’ NECESSARIO FARE
Per poter avviare pienamente il Centro, mancano alcune macchine fondamentali per la falegnameria. Grazie alla chiusura dell’attività di un amico, abbiamo la possibilità – con un credito d’onore – di ottenere macchinari usati ma perfettamente funzionanti:
• bucatrice a catena
• tenonatrice
• pialla a filo con bucatrice a punte
• pialla a spessore
• segatrice a nastro
• radiale
• pulitrice a nastro
Queste attrezzature devono essere spedite in container da Cagliari a Dar es Salaam, e poi trasportate via terra per 1,000 km fino a Mbeya..
IL VOSTRO AIUTO PUÒ FARE LA DIFFERENZA
IL COSTO PREVISTO PER LA SPEDIZIONE, COMPRENSIVO DI TUTTI GLI ONERI E’ DI EURO 13.500.00
VVi chiediamo un aiuto concreto in base alle possibilità di ciascuno.
• Ogni offerta è un investimento in formazione e dignità
• Ogni euro contribuisce a creare lavoro
• Ogni contributo cambia il futuro di un giovane e della sua famiglia
• Insieme possiamo trasformare una speranza in un’opportunità reale e duratura
CONCLUSIONE
Vi ringraziamo per l’attenziono confidando nel vostro sostegno. Vi garantiamo trasparenza totale sull’utilizzo dei fondi e un resoconto puntuale sull’esito dell’iniziativa.
Con il vostro aiuto, “Giovani falegnami crescono” non sarà solo il nome di un progetto, ma una realtà che si consolida per dare un futuro alle popolazioni locali.
Come donare:
Versare il vostro contributo sul seguente conto corrente:
IT35P0306909606100000400916 Banca Intesa San Paolo SPA Intestato a Maria Regina degli Apostoli di Mbeya
Causale: Contributo per il progetto “ Giovani falegnami crescono”
Grazie di cuore per quello che potrete e vorrete fare 🙏
Per ulteriori informazioni contattare Suor Veredina Mwamyasi
Mail: mwanyasisr.verediana@yahoo.com

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Un progetto in Marocco a Tata