Amo la Sardegna, dunque sono…

Se vuoi essere veramente amico della Sardegna non devi pensare che

"l’erba del vicino è sempre la più verde".

Perché, così facendo, non apprezzerai mai nel giusto modo quello che hai sotto i tuoi occhi e che ingiustamente trascuri, magari come la terra che calpesti ignorandone i sui prodotti e i suoi segreti, l’aria che respiri trascurando la sua qualità, il cielo eterno che accompagna il tuo vivere nell’indifferenza più totale, il mare che utilizzi senza comprenderne la sua importanza, l’acqua e il cibo di cui ti nutri senza verificarne la provenienza e qualità, l’energia che consumi e sprechi nella rincorsa ad un effimero benessere e consumo.

Per non parlare degli ecosistemi, aggrediti e imbrigliati da una perversa logica di crescita e sviluppo; altare sul quale si perpetuano i più indicibili scempi e saccheggi.

Anche il nostro territorio e il suo ambiente risentono di tutto questo. La superficie della Sardegna non potrà estendersi come un palloncino nel quale si soffia dell’aria. Proprio come fanno i bambini…magari fosse!

Il territorio è un bene limitato e definito da madre natura, non può essere definito e limitato dal volere di  Moratti, De Benedetti o da altri, dai quali occorre liberarci con determinazione, certamente in modo pacifico e non violento, attraverso dei mega progetti di riqualificazione dei territori e aree inquinate.

I soldi (centiania di milioni di euro) lo Stato gli ha determinati e sono utilizzabili.

Perché la Regione non li esige come dovrebbe?

Pensate che con quanto fatto e i danni arrecati in questi ultimi

40 anni, ci sarebbe lavorogarantito per generazioni.

Lavori di monitoraggio, mappatura, delimitazione e bonifica dei siti inquinati che complessivamente non sono inferiori alla superficie di 1.200/1.500 km2  proprio come una delle province della Sardegna.

In altre parole si ha tutto il tempo di dare lavoro ai dipendenti degli impianti che dovranno essere dismessi per essere contestualmente riconvertiti con l’uso di energie da fonti rinnovabili.

Leggasi eolico e/o solare, geotermico e/o biomasse.

Perché nessun partito, presente nel Consiglio regionale, propone con forza queste cose?

Perché nessun parlamentare diffonde queste proposte e iniziative?

Del resto i lavoratori di queste industrie devono capire che il loro mondo non si può fermare solo nella fabbrica. Perché questi lavoratori, quando rientrano a casa, sono cittadini come tutti, si nutrono e vivono come tutti gli esseri umani e che hanno il diritto di avere un’aspettativa di vita serena e adeguata per se e per i propri familiari. Questi problemi non sono di destra o di sinistra. Sono solo di tutti, indipendentemente dal credo politico o dalle appartenenze. Smettiamola di dire che gli ambientalisti sono contro il lavoro!

 

Per questo richiamiamo la Vostra attenzione sul peggiore dei problemi che ci potesse capitare.

La realizzazione di una centrale nucleare nella località di Cirras comune di Santa Giusta in provincia di Oristano. Dal materiale in nostro possesso la Sardegna ha il 50% di probabilità di ospitare una delle 4 centrali nucleari che il governo italiano ha in animo di realizzare dal 2010.

Bisogna far desistere il nostro governo attraverso una capillare mobilitazione di tutti coloro che amano la Sardegna e non vogliono il nucleare come soluzione all’approvvigionamento energetico, considerato anche che il costo di un kilowatt atomico è sensibilmente superiore a quello prodotto dal solare o dall’eolico.

Non esiste alcun risparmio economico, né vantaggio ambientale e poi ci sono altre mille

ragioni per non commettere questo irreparabile danno che si realizzerebbe nel caso della costruzione di questa centrale nucleare i cui effetti, dannosi e devastanti, si diluirebbero nel tempo per centinaia di generazioni.

Se ami la Sardegna devi solo imparare a dire:

"Sì alle energie rinnovabili funzionali. No, grazie, il nucleare non mi interessa!"

Buon Natale a tutti Amici di Sardegna!

 

 

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