Ecco come viene trattata la nostra memoria!

Anni fa avevamo segnalato agli organi di stampa la scoperta di un cippo romano all’inizio di viale Calamosca. Scoperta importante perché accreditava la teoria secondo la quale già in epoca romana il porto di Calamosca e/o di Marina Piccola erano collegati con una rete viaria a Cagliari, passando da San Bartolomeo. Il cippo presentava una scritta nel quale si potevano leggere alcune lettere latine, presumibilmente indicanti la distanza da Portu salis. Località nella quale attraccavano le navi anche per il trasporto di materiale di varia natura. Ricordiamo che a Calamosca vi erano anche alcune cave (ancor oggi visibili) per l’estrazione e lavorazione di materale lapideo e che i monaci Vittorini diversi secoli dopo avevano realizzato le prime saline dalle quali ritraevano significativi profitti con il commercio del sale.
A distanza di anni, nonostante la nostra denuncia, il cippo non solo non è stato ripulito e studiato, ma è stato del tutto abbandonato a se stesso e alla inciviltà di alcune persone che, forse allo scopo di segnalare qualche iniziativa, hanno pensato bene di imbrattarlo di vernice per indicare la via di percorrenza, a modo di cartello di indicazione stradale. Cosa hanno fatto le autorità preposte???
Cosa dire…non si hanno parole per descrivere il nostro stato d’animo al momento della scoperta.
Si invia questa informazione affinché possiate dare risonanza a questa ennesimo affronto al nostro patrimonio culturale che, in difetto, passerebbe inosservato ai più.
Si allegano alcune foto scattate il 15 agosto 2010 alle ore 17,30 (libere da ogni onere e/o vincolo).
RingraziandoVi per l’attenzione confidiamo nel vostro interessamento.
Cordiali saluti
Roberto Copparoni
Presidente Associazione Amici di Sardegna.

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