Facciamoci coraggio…

E’ vero che al peggio non c’è mai fine ma verrà pure quel giorno in cui potremo iniziare a guardare con più ottimismo il nostro futuro e riprendere a sorridere non perché ce lo hanno chiesto in campagna elettorale, ma perché sentiamo di farlo veramente.

 

L’altro giorno, un caro amico, nel commentare l’esito delle ultime elezioni, mi ha detto:

"Ci hanno  preso anche i sogni. Ci hanno espropriato anche la fantasia!".

 

In verità, io che di lavoro faccio l’insegnante di diritto nelle scuole superiori, mi trovo sempre più in difficoltà di fronte alle domande degli alunni, anche se devo dire con rammarico che non sono poi tanti i ragazzi che fanno questo genere di domande:

Professore se la legge è uguale per tutti, perché c’è il lodo Alfano e qualcuno è meno uguale degli altri e non viene neppure processato?

Oppure, se la Repubblica salvaguardia la qualità della vita dei cittadini perché insiste con il nucleare?

E poi… Gli italiani non avevano deciso di dire no al nucleare con il referendum del 1987?

 

Ma se a distanza di anni il volere del popolo può cambiare orientamento, così come detto dal Primo Ministro Silvio Berlusconi, in forza di tali argomentazioni si potrebbe persino mettere in discussione anche la scelta fra monarchia o repubblica, fatta con referendum, il 2 giugno del 1946.

Del resto è passato tanto tempo, non vi pare?

 

In questi giorni un noto esperto di sismologia ha affermato che la Sardegna è la terra più sicura del resto d’Italia perchè la nostra isola è una terra antica non soggetta a terremoti e questo parere è stato richiesto dal Senato della Repubblica in una apposita audizione. Pertanto il Governo è deciso nel perseguire i suoi progetti di ripristono del nucleare in Italia, alla faccia del volere popolare.

Un altro amico, nel commentare questa affermazione, mi ha detto: "Questo per la Sardegna è una fortuna!". A mio avviso è una fesseria, perché è un po’ come se ti dicessero: "Vivi sereno e tranquillo, quando lo decido io, ti faccio sposare con un compagno sieropostivo…sorridi!".

Non so se l’esempio calza, ma certamente il paradosso aiuta a farci capire.

Ma a questo punto mi domando: Dove andremo a finire?

In effetti, non affrontando l’argomento da un punto di vista ideologica ma pragmatico, perché credo che non ci siano argomenti che possano tenere si fronte alla scellerata decisione di nuclearizzare l’Italia, con grande coinvolgimento soprattutto della Sardegna.

In effetti le condizioni per realizzare in loco le centrali ci sono quasi tutte:

Bassa densità abitativa; buona asismicità del territorio; favorevoli condizioni politiche; basso livello reddituale; scarsa coesione e frammentarietà sociale. Ma a tutto c’è un ma…Per esempio i costi dei trasporti da e per la Sardegna.

Per fortuna c’è il mare che ci salva a questo proposito.

Infatti i collegamenti comporterebbero un sensibile aumento dei costi. Forse questo, visto che tutto si fa per il vil denaro e non per nobili cause, potrebbe essere la nostra carta vincente.

Quindi se così fosse potremmo dire con grande gioia: Meno male che siamo un isola!

 

Certo, al posto del Presidente Cappellacci, mi mi preoccuperei un poco per aver eroicamente detto in campagna elettorale: "se vorranno costruire delle centrali nucleari in Sardegna, prima dovranno passare sul mio corpo!".

Stando cosi le cose la sua incolumità personale è tanto a rischio. L’unico escamotage di Cappellacci potrebbe essere quello di correggere il tiro come spesso fa il suo maestro, dicendo, che c’è stato un malinteso con il giornalista, un disguido, un refuso o altre cose del genere.

 

Non so se questo ci impedirà di diventare "L’isola dei famosi" come qualcuno vorrebbe farci diventare, ma credo che i propositi del Governo e della nuova giunta regionale vadano proprio in questa direzione.

Vi confesso che vorrei tanto sbagliarmi, ma non c’è proprio da fidarsi di personaggi che prima, ovvero in campagna elettorale, promettono, giurano e dicono delle cose, come "garantireno i lavoratori di Portoscuso e di Portotorres…", oppure "gli azionisiti e gli obbligazionisti dell’Alitalia non avranno alcuna perdita dal nuovo assetto societario…" e altro ancora.

Con il senno di poi tutti conoscono lo stato delle cose, ovvero i lavoratori sono stati messi in cassa integrazione e altri dell’indotto licenziati; gli azionisiti e gli obbligazionisiti dell’Alitalia hanno perso tutti i loro risparmi!

La politica creativa di questo governo non mi piace e non mi convince. Ma allora come mai questa coalizione continua a prendere tanti voti? Siamo, masochisti, stolti o finti furbi?

Lo scopriremo nella prossima puntata…

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattordici − 4 =