Monumenti Aperti: il senso della nostra protesta


Ill.mo Sig. Sindaco di Cagliari
Ill.mo Sig Assessore alla Cultura Comune di Cagliari
Ill.mo Sig. Dirigente Assessorato alla Cultura Comune di Cagliari
Gentilissima Dott. ssa Alessandra Corona
Referente Organizzativa di Monumenti Aperti

Cagliari 16/02/07

Perché non parteciperemo alla XI edizione di Monumenti Aperti

Con la presente vogliamo riscontrare il vostro cortese invito a partecipare a questa ennesima edizione di Monumenti Aperti per significare che riteniamo giusto prenderci un ?periodo di riflessione? e non essere presenti per la manifestazione.
Dieci anni sono tanti per chi ha creduto in questa iniziativa fin dal suo nascere quando, con l?apertura della Necropoli fenico punica di Tuvixeddu, pensammo si fosse finalmente aperta una strada verso una nuova concezione di rapporto e di fruizione fra bene, inteso come risorsa storico-archeologico e naturalistico-ambientale, e crescita delle conoscenze e sensibilità della collettività di riferimento.
Nonostante in questi anni si sia cercato in tutti i modi di richiamare la Vostra attenzione su questi temi e di ottenere almeno un parziale recepimento di queste istanze, dobbiamo prendere atto che, da allora, nulla è cambiato.

Si prenda ad esempio la necessità, più volte manifestata, di aprire questi monumenti per 365 giorni l?anno e di affidarli, anche senza costo alcuno per il Comune, a coloro che ne hanno fatto richiesta, perché in possesso di titoli, capacità e competenze, siano essi enti pubblici o privati.

Pensiamo alle scuole e alle Associazioni che in questi anni hanno, ripetutamente, fatto delle richieste in tal senso.
Richieste, formalizzate anche con raccomandata a/r, peraltro, mai riscontrate!

Pensiamo alla composizione del Comitato scientifico, sostanzialmente mai mutato, ne integrato nella sua composizione dall?apporto di nuovi esperti e di nuove idee.

Pensiamo ai vantaggi di immagine e non solo?di coloro che ?gestiscono? ufficialmente questa manifestazione.

L?iniziativa era nata su altri presupposti e di questo ne siete certamente consapevoli.

Queste considerazioni non vogliono assoutamente essere una sterile accusa di ingiustificato arricchiemento, ma solo una pacata riflessione sulla opportunità che, sempre le stesse persone, gestiscano la cultura e quello che essa rappresenta in nome di tutti, quindi anche per nostro conto, senza mai rendercene conto o darci la concreta possibilità di portare in seno all?organizzazione le nostre proposte per ?far decollarre? anche altre iniziative. E poi, non comprendiamo perché il Comune di Cagliari affidi, senza il rispetto di chiare e trasparenti procedure, i monumenti sempre alle stesse sigle e/o persone o, se differenti fra loro, pur sempre legate da una ?particolare vicinanza? parentale o amicale.

Nessuno di noi ha da chiedere un posto di lavoro, per quanto questo possa essere fors?anche legittimo, tanto meno un vantaggio economico personale.

Ciò che ci spinge a dire queste cose è solo l?amore che nutriamo per la nostra città e per la sua storia e il desiderio di consentire alla ?cultura? di esprimere le sue positività didattico educative e socio economiche senza essere condizionata da altre logiche.

La cultura non è, e non deve essere merce di scambio.

Essa è per noi un valore assoluto che prescinde dalle appartenenze e dalle parentele e va oltre i confini della legislatura.

Pertanto, con la presente riteniamo dare un chiaro significato alla nostra ?assenza? e che ciò sia utile anche per portarVi a riflettere sulle nostre ragioni e capire che questo modo di intendere i ?Monumenti aperti? serve a poco o nulla, se non a garantire un??autoreferenzialità? organizzativa, che mantiene in vita ?solo se stessa? e che ?detiene? l?ufficialità della cultura a soli fini di pura utilità.

Continuando a sostenere questa iniziativa, almeno come è attualmente concepita, significherebbe per noi non manifestare democraticamente questo dissenso e, di fatto, avvallare questa situazione.

Tutto questo era nostro dovere comunicarVi.
Distinti saluti.

– Roberto Copparoni – Presidente Associazione Amici di Sardegna e Amici della Laguna
– Sabrina Zoncheddu – Presidente Centro Servizi Ambiente Sardegna
– Maria Grazia Commendatore – Referente Associazione Amici Senza Confini
– Rita Meloni – Presidente Associazione Centro Amico
– Roberta Manca – Presidente Cooperativa Service Art
– Giuliano Carta – Giornalista, storico e scrittore
– Marcello Polastri – Presidente del Gruppo Speleologico Cavità Cagliaritane
– Marco Porcu – Giornalista e scrittore, Presidente Federazione Stampa Periodica Informazione Sardegna
– Paolo Usai – Naturalista e ricercatore
– Angelo Pili – Presidente del Comitato Aloe Felice
– Cinzia Melis ? Geologa
– Francesco Vacca – Biologo

P.S. In questi anni abbiamo gestito direttamente o collaborato alla gestione, per conto dell?organizzazione, presso i seguenti monumenti:
Necropoli di Tuvixeddu; Grotta della Vipera; Villa di Tigellio; Chiesa di San Pietro dei Pescatori; Chiesa di Sant?Efisio in Giorgino; Statue di Costantino Nivola c/o Consiglio Regionale di Via Roma; Torre della IV Regia; Museo della Laguna; Percorsi lagunari; Giardino di Villa Devoto; Cattedrale di Cagliari e altro ancora?

2 commenti su “Monumenti Aperti: il senso della nostra protesta”

  1. Cari amici ho visto il Vostro Blog e mi piace…si respira un’aria nuova.
    Per questo vi invio un contributo che spero vogliate pubblicare.
    E. Pellegrino

    Sogno una città dove?
    i cittadini si sentano protagonisti;
    dove non ci siano luoghi e monumenti che per decenni a causa di motivi di varia natura (messa in sicurezza, realizzazione di parchi, contenziosi giudiziari, divisioni ereditarie, indifferenza e insensibilità politica),vengano sottratti alla comunità;
    penso ad una città-comunità dove si percepisca chiaramente l?identità e il senso dell?appartenenza.
    In una città dove gli amministratori fungano da veri rappresentanti delle istanze collettive.
    Penso ad una città dove le scuole siano laboratori di formazione permanente e si interfaccino con il territorio di riferimento, in tutte le sue espressioni e componenti.

    Penso ad una città che preservi i segni della sua storia e non li cancelli dietro colate di cemento sulla base di interessi di parte e sterili utilità.ì
    Penso ad una città dove il bene pubblico venga salvaguradato più del proprio orto e che si specchi nella sua laguna e si nutra nel suo mare.

    Penso ad una città dove gli operatori sociali e culturali lo siano per davvero e non solo perché sono intimi amici di ? o figli di?

    Penso alla città che superi i Feudi e non viva solo in funzione dei voleri di alcune blasonate famiglie.

    Penso ad una città che, dialoghi col mare e che sia crocevia di culture ed esperienza, collocata non solo geograficamente al centro del Mediterraneo.

    Penso ad una città dove i ?diversi? e coloro che stanno ?fuori dal coro? costituiscano una risorsa con la quale confrontarsi in modo non episodico

    Penso ad una città dove gli amministratori riescano a fare quello per cui sono competenti e dove il pubblico non venga visto come una ?controparte?, scomoda e impertinente.
    Penso ad una città che si rinnovi veramente, giorno per giorno e non solo ogni 5 anni?
    Desidero una città che mi rappresenti, che mi faccia sorridere, sognare.
    Questa non è Cagliari!

  2. Bravi/e,
    avete dato un bellissimo esempio di coerenza che dovrebbero seguire tutti. ormai quella manifestazione era diventata un momento autoreferenziale per nascondere, durante qualche giornata, la situazione di degrado in cui versa la nostra bella Città e la sua cultura. MONUMENTI APERTI 365 GIORNI ALL’ANNO!
    Ciao
    S

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