Nuovo incidente alla SARAS. Quanti altri ne dovremo subire?

Comunicato stampa: Ennesimo incidente alla Saras e gli indennizzi mai richiesti.

 

 

Ieri in SARAS si é verificato l’ennesimo incidente all’impianto e le popolazioni, ancora una volta, non sono state avvisate per tempo.

Il Sistema di Gestione Ambientale, presentato quattro mesi fa con enfasi, l’EMAS2, evidentemente é da migliorare.

Ribadiamo per parte nostra la necessità che i danni alla salute dei cittadini e al territorio circostante debbano entrare nei bilanci, pubblici e privati, in coerenza con il principio del "Chi inquina deve pagare".

Ricordiamo che la Raffineria però non ha ancora ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

Gli impianti esistenti dovevano ottenerla entro il 31 dicembre 2004. Attraverso di essa si sarebbe dovuto prevenire e ridurre in maniera integrata l’inquinamento dell’aria, acqua e suolo, utilizzando le migliori tecnologie disponibili individuate dalle indicazioni della Comunità Europea.

Anche la Regione, pianificando un percorso di bonifica e miglioramento dell’ambiente, può abbassare ulteriormente i limiti dell’inquinamento ammissibile.

 

La forza degli enti territoriali sta tutta nel confronto e questo avverrà in una conferenza dei servizi che, infine, sarà decisoria del rilascio dell’Autorizzazione.

Le tesi più recenti di estimo sostengono che la distruzione totale o parziale di un bene ambientale si traduce in una perdita di benessere delle generazioni future e in una riduzione del benessere delle generazioni presenti.

 

Il danno lo si misura capitalizzando le perdite ambientali con una sufficiente proiezione temporale e soprattutto valutando la irreversibilità delle trasformazioni. Queste le si indennizza o pagando un’imposta al fine di compensare il prezzo d’uso o con interventi compensativi e di mitigazione.

In conclusione: a Sarroch gli indennizzi pagati al territorio in rapporto all’effettivo danno equivalgono a zero. Sarebbe corretto che la Regione Sardegna valutasse le varie componenti di valore e chiedesse compensi anche in termini ambientali. A compenso dell’esistenza della raffineria si dovrebbe provvedere, alla bonifica costante dei territori, ma anche alla realizzazione di importanti azioni di recupero o di forestazione… a carico del bilancio della Saras.

Antonello Gregorini e Roberto Copparoni

2 commenti su “Nuovo incidente alla SARAS. Quanti altri ne dovremo subire?”

  1. Spiegate perchè la Regione fino ad oggi non lo ha fatto,penso sia giusto e doveroso per fornire una informazione così importante.Venite a Sarroch e parlate con i medici di base e fatevi spiegare il perchè sia qui che nelle zone limitrofe certe forme chiamiamole patologiche( eufemismo),siano così diffuse da sempre post Saras,e ditemi cosa ha fatto la Regione fino ad oggi,non valutiamo quello che farà domani,per me non ha fatto un accidente,lei sig.roberto abita da queste parti e sa bene che anche il Sig.Soru ha fatto niente.Solo discorsi di programma molto fatui,e lei non lo può negare.

  2. Si, Signor Pasquale ha ragione la Regione avrebbe dovuto fare di più, ma anche la Provincia, l’ASL e il Comune di Sarroch, per non parlare della locale popolazione che, troppo spesso, dimentica che i giovani devono avere un futuro…

    Soru però non deve essere il capro espiatorio di tutti i mali. Certo ha commesso degli errori di valutazione, ma non si possono far ricadere sulle sue spalle gli errori di una intera generazione che è stata complice o connivente con il potere. Del resto è stato bello per Sarroch fregiarsi di essere uno dei 100 comuni più ricchi d’Italia!

    Del resto in Sardegna troppe volte abbiamo sacrificato la nostra dignità sull’altare del presunto sviluppo e dell’occupazione. Ma a quale prezzo?

    Solo il tempo potrà dimostrare la gravità delle conseguenze delle nostre scellerate azioni e omissioni.

    Quanto a quello che si poteva fare, io ci ho provato e ci sto provando a parlare con la gente per far capire che non siamo i talebani dell’ambiente, ne quelli che mettono le bandierine a pagamento per indicare la salubrità dei luoghi. Cerchiamo di essere delle persone pensanti che guardano oltre le quotidiane contingenza per cercare di far sollevare la testa a tutti coloro che guardano solo il loro piatto.

    In più occasioni ho posto il problema SARAS, forse anni fa sbagliando l’approccio ideologico. Ma oggi che in tutto il mondo si è finalmente compreso quale vitale importanza abbia l’ambiente naturale ed umano nel quale viviamo mi sorprende che ci siano delle persone che continuano a curare solo il proprio orticello “s’ottu” che un tempo era famoso proprio a Sarroch senza pensare a delle reali e possibili alternative per la locale collettività.

    Io stesso ho visto morire alcuni amici di tumore in giovane età. Il loro ricordo è spesso presente nei miei pensieri.

    Ma una cosa è certa il nostro contesto non cambierà se prima non creiamo le condizioni per cui ciò possa accadere. Penso ad una riconversione culturale legata al senso civico, sensibilità diffuse, responsabilità e alla condivisione di valori. Solo dopo avremo la forza e credibilità per parlare di riconversione aziendale e produttiva. Nella fattispecie penso alla produzione di energia dall’eolico o dal solare che consenta di abbandonare definitivamente l’uso di energie non rinnovabili.

    Un cordiale saluto

    Roberto COpparoni

    PS Questa sera alle ore 18,00 presso la sala Odissea di Cagliari in viale Trieste, il regista Massimiliano Mazzotta presenterà un suo film sulle conseguenze che la SARAS produce.

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