Gli abitanti di Sarroch stanno modificando il loro DNA

Nei giorni scorsi è stato presentato un documentario del Regista Massimilano Mazzotta. dal titolo OIL " La forza devastante del petrolio la dignità del popolo sardo".

Il filmato è stato realizzato nel Comune di Sarroch (Cagliari) dove insiste la più grande raffineria petrolchimica di Europa. Il regista nel corso di una anno ha raccolto testimonianze anche scientifiche dalle quali si evince una drammatica verità: Il DNA degli abitanti di Sarroch sta mutando. Il devastante processo è ancora reversibile, ma occorre intervenire con assoluta urgenza. Le mutazioni genetiche sono state rilevate da uno staff di studiosi e ricercatori dell’Università di Firenze che hanno realizzato uno studio commissionato dalla locale amministrazione comunale.

Credo che la denuncia sia talmente grave da non avere bisogno di ulterirore commento.

Diamoci da fare con ogni mezzo per far conoscere questa scomoda verità.

Per avere maggiori informazioni visitate il sito: www.oilfilm.it

facebook: Oilfilm Sarroch

www.myspace.com/oilfilm

 

 

 

15 commenti su “Gli abitanti di Sarroch stanno modificando il loro DNA”

  1. Gentilissimo Dottore, quanto ho scritto è stato riportato dallo stesso responsabile dell’Università di Firenze che ha curato gli studi sugli abitanti di Sarroch. Se prende visione del materiale pubblicato a cui mi riferisco, visitando i siti segnalati, potrà trovare conferma delle mie affermazioni. Cordiali saluti

    Roberto Copparoni

  2. Egregio,forse volete intendere che si sta operando sulle condizioni ambientali predisponenti alle mutazioni genetiche,però quando il danno genetico è avvenuto,questo non si può riparare,al più si può cercare di attivare il cosi detto gene riparatore che in alcuni casi blocca quasi come se lo ipnotizzasse il gene danneggiato,ma il danno rimane ed è purtroppo trasmissibile per via ereditaria.L’unica via è l’eliminazione dei fattori predisponenti,il che in un contesto come quello di Sarroch e ricordatevi i dintorni, fino a distanze molto variabili.Io personalmente e non solo, penso che abbia influenzato anche la zona di Cagliari e limitrofe,e purtroppo i dati epidemiologici lo confermano,per cui i veri danni li potremo valutare fra decenni. Ritengo che sia impossibile qualsiasi tentativo di eliminazione di questi fattori scatenanti finchè sussisterà la Struttura,anzi le Strutture, che producono questi fattori in una zona con tale densità abitativa.Distinti saluti. Orlando.P.S. A mio parere condizionerei l’utilizzo degli alimenti prodotti nella zona, compresi i prodotti ittici,ad autorizzazione degli enti di controllo,così come alla frontiera controlliamo gli alimenti che provengono dall’estero,perchè il problema è a mio parere, se non lo stesso,molto più serio.

  3. Gentilissimo Dottore, grazie per il suo interesse.

    Abbiamo bisogno di ricevere contributi di questo genere, anche perchè la collettività appare come “drogata” di fronte a questi argomenti. Pare che pur di salvare lo status acquisito si rinunci a tutto anche al valore più grande che possediamo: la dignità.

    Per questo la ringrazio in modo sincero, anche da parte delle centinaia di persone che in questi anni sono morti per queste devastanti emissioni.

    Prima di lasciarla, volevo segnalarle che il pescato di Sarroch e dintorni viene tranquillamente commercializzato senza molti controlli. Nella vendita diretta e degli ambulanti non ve ne sono per nulla. Pensi a che punto siamo?

    Cordiali saluti

    Roberto COpparoni

  4. Egregio,mi permetto di segnalarle,oltre a ringraziarla per il suo interesse al mio contributo nel tentativo di svegliare le coscienze da un torpore spesso dovuto al poter conservare un posto di lavoro ed un sicuro stipendio,cosa che io rispetto da emigrato per motivi che è facile immaginare,che sarebbe opportuno purtroppo modificare il termine “centinaia” in migliaia . Questo potrebbe sembrare esagerato,ma è una triste realtà.Spero che grazie alla presa di coscienza,si possa arrivare a poter scegliere la salubrità dell’ambiente in cui vivere senza essere condizionati dalla pagnotta quotidiana; mi creda quello che respirate nella zona ,io lo respiro tutto il giorno a Milano.Qui non si può fare niente ,da voi si può ancora fare tanto. Orlando.

  5. Nel continuare ad apprezzare il suo qualificato contributo, devo constatare con vivo disappunto che “i diretti interessati”, continuano a far finta di niente…

    Non lo trova pazzesco tutto questo?

    E’ mai possibile che siano più vicini al problema persone che vivono a centinaia di kilometri e non i diretti interessati?

    Mamma mia …che tristezza!!!

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