Saras a gonfie vele. Non per gli abitanti di Sarroch!

 

 

In periodo di crisi c’é anche chi riesce a ottenere ottimi risultati: nel 2008 il Gruppo Saras, grazie alla brillante performance operativa integrata ad un’alta domanda di distillati medi, i ricavi di Gruppo hanno raggiunto i 8.673 ml di Euro in crescita del 29% rispetto allo scorso anno. Questi i dati resi pubblici dalla società in una nota dedicata ai conti, aggiungendo che i risultati comparable mostrano una crescita sostenuta rispetto al 2007. Il Presidente di Saras, Gian Marco Moratti, commenta così l’ottima performance:

Il 2008 sarà ricordato per l’alta volatilità del mercato petrolifero (…). La nostra solidità patrimoniale nell’attuale scenario finanziario ci consente di fronteggiare il rallentamento economico globale, e rimanere positivi sulle prospettive di medio termine.

Hanno contribuito alla realizzazione dell’eccellente performance i segmenti Raffinazione e Generazione di Energia Elettrica. Il Consiglio di Amministrazione intende proporre all’assemblea dei soci un dividendo di 0,17 centesimi di Euro per azione, che corrisponde ad un "payout ratio" del 48%.

 

 

Tratto da: http://www.finanzalive.com/petrolio/saras-crisi-utile-risultato/

 

Un commento su “Saras a gonfie vele. Non per gli abitanti di Sarroch!”

  1. Vi saluto tutti,è la prima volta che qualcuno ha il coraggio di parlare di queste cose in una sede importante per argomenti e qualità di questi argomenti; ma quanti recepiranno questi? Sono Anonimo perchè ci abito e ci lavoro in questa zona,ma tutti pensano come diceva il Professore di Milano alla pagnotta,come quelli che alle Termopili vedevano cadere i compagni intorno,ma loro combattevano per un ideale,noi per poter vivere.Sembra un eufemismo,anzi lo è,sapevamo cosa sarebbe venuto fuori da quei comignoli,non anime che salivano in cielo come nei forni crematori,ma morte che si sarebbe sparsa libera di scegliere fra le nostre vite.Forse poi speravamo in una presenza più forte della solidarietà da parte delle istituzioni,invece le sovrasta l’orgoglio di avere in questa regione un importante azienda,e questo vale per tutte le amministrazioni a tuttii livelli che hanno fatto la loro comparsata con l’elmetto in testa.Tutte! Vi chiedo tramite il vostro impegno di organizzare manifestazioni che possano portare a tutti gli abitanti delle zone indicate dal Professore di Milano la conoscenza di questi elementi, così da poter stimolare la nuova giunta regionale a fare qualcosa ,pur ritenendo come il Professore di Milano che sia a questo punto una cosa impossibile tecnicamente e socialmente.Sia chiaro che lo dico come stipendiato da questo settore, ed allo stesso tempo non vedo, come qualcuno ha detto, possibilità di riconversioni.Siano seri ,non esistono filtri che possano trattenere la merda (scusatemi), che questi impianti e le loro attività collegate riversano nell’ambiente mare compreso .Andate lungo le coste a vedere quello che scaricano le petroliere nelle operazioni di pulizia che andrebbero fatte a pagamento presso siti autorizzati col rilascio della certificazione,invece in questo meraviglioso mare lo fanno alla luce del sole ,dei satelliti ,della Guardia Costiera e di tutti quelli preposti a questa tutela. Perchè tutti se ne fregano? La petroliera sarebbe facilmente individuabile,e non è mai stato fatto,pur disponendo dei mezzi; la bonifica dei serbatoi andrebbe certificata al momento della partenza dalla località di deposito,(raffineria),invece ci sbattono la loro merda,perdonatemi di nuovo per la terminologia,ma è anche molto delicata nel voler descrivere l’elemento,in faccia. E’ brutto firmarsi anonimi,ma io non ho mai sparso quella m..,purtroppo ci vivo dentro e con me anche voi,pur senza la contropartita della pagnotta. Grazie.

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