Ambiente: Indifferenza oramai insostenibile.

Da anni si parla del mutamento del clima.

Questo complesso fenomeno è causato da una serie di fattori, buona parte dei quali sono determinati dall’azione dell’uomo.

Di questo e di altri temi correlati si è parlato venerdì 9 nel corso di un Convegno Organizzato a Cagliari dall’Assessorato Ambiente e difesa del Territorio della Provincia di Cagliari (Settore Ambiente, Ufficio Sviluppo Sosotenibile, Nodo Provinciale In. F.E.A.) presso il Caesar’s Hotel.

 

L’interssante incontro, al quale hanno partecipato qualificati esperti locali e di rilievo internazionale, ha cercato di indicare gli scenari passati e presenti, nonchè le prospettive per attuare una significativa riduzione delle emissioni di CO2 nell’immediato futuro.

 

L’iniziativa, è stata inserita a pieno titolo nella settimana dell’educazione allo sviluppo sostenibile

(5 al 11 novembre) promossa e patrocinata dall’UNESCO.

Del resto, il principale patrimonio dell’umanità è l’ambiente, sia esso umano che naturale, per questo l’argomento trattato non poteva trovare una patrocinio più indicato e qualificato.

 

L’aumento della anidride carbonica, minoritaria componente dell’atmosfera, è stata provocata dall’uomo mediante le deforestazioni, con la combustione di carbone, di petrolio, dall’emissione dei gas di scarico degli automezzi, dal riscaldamento degli edifici e da altre componenti.

Oggi, buona parte degli studiosi mondiali, pari al 75%, ritiene che l’aumento della temperature dell’atmosfera e conseguente aumento delle teperature della superficie terrestre e oceanica, sia inscindibilmente legata alla crescita  delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

 

Il fenomeno è drammaticamente attuale.

I rilievamenti, gli studi effettuati in varie parti del mondo, i prelievi di campioni, il costante monitaraggio della terra prova che questo fenomeno è in atto con una sensibile accellarazione. Non si parla più di milioni di anni, nemmeno di migliaia, si parla di chiari segni di generale e diffuso degrado in tutto il pianeta.

Pensate che in soli 100 anni la superficie innevata del Kilimangiaro si è ridotta di oltre l’80%.

Questo fenomeno, anche se in misura differente, ha rigurdato un po’ tutti i ghiacciai presenti nel nostro pianeta.

Gli animali e le piante prima di noi hanno avvertito questo problema e stanno cercando di porvi rimedio, modificando le loro abitudini.

Vi siete mai chiesti come mai i fenicotteri che frequantavano stagionalmente le nostre zone umide ora sono diventati stanziali, fino a nidificare nella nostra isola?

La risposta è semplice. L’innalzamento delle temperature.

Così come questa causa determinerà l’estinzione di numerose specie viventi che non possono adattarsi, nel breve medio periodo, a tali variazioni e ciò anche per motivi pratici come l’insularità o la specificità degli ecosistemi originari, come accadrà per le scimmie che vivono sull’altopiano etiopico che, pur di alleviare il caldo, sono andate a vivere sempre più in alto. Ora vivono sulla sommità dell’altopiano. Fra 30/50 anni dove andranno a vivere per cercare di alleviare il caldo?

Come ha affermato l’illustre relatore del Convegno, Prof. Antonello Pasini, queste specie di animali sono destinate ad una rapida estinzione.

 

Per noi sarà tutto relativamente più facile.

Avremo modo di spostarci, cambiare le nostre abitudini, modificando la nostra vita per adattarci.

E così sarà per decine di generazioni ma poi, quando il caldo sarà talmente forte da desertificare ogni tipo di coltura e migliaia di specie animali che non potranno non possiedono le nostre capacità di adattamento che faremo?

Chiederemo i danni ai Paesi che tendono solo alla crescita del PIL (Prodotto Interno Lordo) come Cina, India o USA i cui attuali amministratori, pare abbiano pagato milioni di dollari per finanziare campagne di discredito nei confronti degli scienziati che da anni hanno lavorato, in francescana solitudine, studiando le molteplici cause del surriscaldamento dell’atmosfera.

Dott. Antonello Pasini, apprezzato responsabile scientifico del CNR, nel corso del Convegno ha affermato di avere un "Kyoto per la testa" (*) , nel senso da anni pensa al Protocollo di Kyoto che, come tutti sanno, è un trattato internazionale in materia di ambiente riguardante il riscaldamento globale, documento sottoscritto nella città giapponese di Kyoto.

Scherzi a parte lo scienziato ha dato questo nome alla sua ultima pubblicazione che ha segnalato insieme ad altre due pubblicazioni da lui curate.

La prima è un libro divulgativo, un’analisi concettuale sul metodo modellistico nei sistemi meteo-climatici edito da Bruno Mondadori. La seconda, raccoglie i saggi di alcuni studiosi, massimi esperti italiani, sul tema dei cambiamenti climatici osservati nel passato e previsti per il futuro nonchè il loro impatto sul territorio e gli ecosistemi, con particolare riferimento all’Europa, al Mediterraneo e soprattutto all’Italia.

In considerazione dell’importanza dell’incontro il Presidente della Provincia di Cagliari, Prof. Graziano Milia, ha voluto presenziare con un intervento che è andato ben oltre le semplici formalità di rito, toccando alcuni aspetti di forte attualità locale e fornendo interessanti spunti di discussione. Vedi che futuro dare al litorale del Poetto. Vogliamo i baretti o le dune che possano arginare l’avanzamento del mare

L’Assessora all’Ambinete della Provincia Dott.ssa Rosaria Congiu ha tenuto gli onori di casa, moderanto gli interventi e arricchendo il dibattito con dei positivi contributi.

Successivamanete c’è stato l’intervento del Prof. Antonello Pasini del CNR che ha fornito una lucida esposizione dei fatti, ovvero problemi, cause, rimedi possibili e credibili, nonchè analisi dei possibili scenari futuri  legati al fenomeno del riscaldamanto globale, che ha riscosso grande apprezzamento. Subito dopo ha preso la parola il Prof. Roberto Copparoni che si è soffermato sulle esperienze maturate nell’ambito delle politiche formative per una corretta educazione ambientale attuate in questi anni, dall’Istituto Professionale Pertini di Cagliari che proprio l’anno scorso, con la classe III A dei Servizi Turistici, è stato vincitore di una Concorso organizzato dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Cagliari, con una predsentazione in pawer point sul compendio lagunare di Santa Gilla.

Il Dott. Alessandro Bordigoni  dell’Ufficio Sviluppo Sostenibile della Provincia di Cagliari ha presentato una serie di riflessioni sul concetto di sviluppo sostenibile e della percezione diffusa.

Successivamente ha preso la parola la Dott.ssa Luciana Sedda del Settore della Sostenibilità Ambientale, Comunicazione ed Educazione Ambientale della Regione Autonoma della Sardegna che ha presentato una serie di azioni intraprese per diffondere la sostenibilità ambientale e le buone pratiche.

La Prof.ssa Carla Migoni ha invece parlato dei comportamenti anche individuali da adottare nella vita di tutti i giorni e della "Sobrietà" che deve caratterizzare i nostri modelli di vita e di corretto utilizzo delle risorse.

Al termine delle relazioni ci sono stati degli interessanti interventi da parte del pubblico che ha evidenziato la necessità di parlare di salvaguardia dell’ambiente in un contesto etico, sociale, economico e politico nell’ambito di un processo generalizzato di accrescimento di sensibilità diffuse delle attuali e future generazioni.

Così come ha affermato l’Assessora Rosaria Congiu che ha richiamato i presenti sulla necessità che la collettività acquisisca sempre maggiore consapevolezza e senso di appartenenza ad una comunità sempre più planetaria e vincolata da una comunità di destino che deve prescindere dagli interessi individuali o di gruppi di potere.

 

A cura di Achille Tocco

Associazione Amici di Sardegna

 

 

(*) Il Trattato di Kyoto è stato siglato l’11 dicembre 1997 da più di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia. Il trattato prevede l’obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 – considerato come anno base – nel periodo 20082012.

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