Capoterra: ennesima alluvione. Cronaca di un disastro annunciato

Capoterra:  Cronaca di un disastro annunciato

 

Da anni andiamo dicendo che bisogna rispettare l’ambiente e che le scellerate opere di urbanizzazione in prossimità di torrenti, fiumi, lagune devono essere evitate.

Il territorio di Capoterra, dal punto di vista dell’assetto idrogeologico, è uno dei più dei più esposti a rischi di varia natura di tutta la Sardegna.

Nonostante le morti e i gravissimi danni avvenuti nel 1999,  sono continuate le deviazioni di corsi d’acqua, lo sbarramento degli accessi al mare, il prosciugamento di specchi d’acqua e sono state autorizzate ulteriori concessioni edilizie per nuovi insediamenti residenziali.

 

Per mettere in sicurezza il terriorio di Capoterra sono stati effettuati imponenti lavori e spese ingenti somme, ma si poteva e doveva fare meglio e di più.

 

Dopo l’alluvione del 1999, nelle aree del comune di Capoterra sono terminati, in larga misura, i lavori di protezione dal rischio idrogeologico del centro abitato, per questo la giunta regionale ha revocato gran parte dei vincoli imposti dal Piano di Assetto Idrogeologico sul territorio (PAI) per la salvaguardia delle vite umane, dei beni e delle infrastrutture.

La Regione del resto, già dal 2006 aveva deliberato di adottare e approvare le nuove perimetrazioni delle aree a pericolosità e rischio di inondazione relative al Comune di Capoterra, conseguenti sia alla realizzazione di interventi di mitigazione o di tratti di essi certificati funzionali e sia a studi di maggiore dettaglio e di vincolare la nuova perimetrazione al mantenimento da parte del Comune di Capoterra delle opere in perfetto stato di funzionamento, provvedendo alla manutenzione e alla pulizia delle opere, restando il Comune unico responsabile della funzionalità delle medesime a garanzia della pubblica e privata incolumità.

Quale obbligazione dell’adempimento di cui sopra il Comune avrebbe dovuto produrre apposito atto deliberativo di impegno in assenza del quale non si sarebbe proceduto a dare esecutività al provvedimento di approvazione della variante al PAI.

 

Ora, però, lasciamo da parte le polemiche e pensiamo seriamente sul come intervenire, dando maggiore tutela e meno propensione allo sviluppo edilizio, ancorché su territori naturalmente inedificabili.

Roberto Copparoni

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