Ecco il provvedimento della Regione in Viale Sant’Avendrace


Espropriata l’area di accesso a TuvixedduNessun edificio sorgerà nell’area di Sant’Avendrace compresa tra i civici 35 e 36, dove invece sarà realizzata la porta di accesso al futuro parco archeologico di Tuvixeddu. Cagliari, 9 gennaio 2006 – La Giunta regionale ha confermato il blocco definitivo dei lavori di costruzione di un edificio in viale Sant’Avendrace, approvando l’esproprio dell’area con dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, e con l’avvio delle procedure per la successiva acquisizione del sito interessato dalla presenza di beni archeologici, come previsto dagli articoli 95,96, 98,99 e 100 del Codice Urbani.

In particolare si fa riferimento all’articolo 96 che prevede l’esproprio per causa di pubblica utilità per fini strumentali degli “edifici ed aree, quando ciò sia necessario per assicurare la luce o la prospettiva” ai monumenti e “garantirne e accrescerne il decoro da parte del pubblico e facilitarne l’accesso”.

Da questo versante del colle parte il progetto di valorizzazione dell’esecutivo regionale per Tuvixeddu e la sua necropoli fenicio – punica, una delle aree archeologiche e monumentali più significative del Mediterraneo. La Regione ha previsto ingenti stanziamenti del bilancio regionale a carico del Programma integrato d’area Ca 17 per il Sistema dei Colli, ma l’area archeologica risulta provvista solo di un unico e insufficiente accesso da via Falzarego, che pregiudicherebbe la fruizione da parte dei visitatori. Per questo è necessaria un’altra porta di accesso al parco, individuata nell’ingresso da viale Sant’Avendrace.

Ieri è stato disposto anche il sequestro del cantiere di Sant’Avendrace, con un provvedimento del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione, in seguito alla accertata inottemperanza dell’ordine di sospensione dei lavori, richiesto dall’assessore Mannoni a novembre 2006 alla ditta e al Comune di Cagliari, con conseguente blocco dei lavori edilizi per 90 giorni. In questo margine di tempo la Commissione regionale per il paesaggio avrebbe dovuto formulare la proposta di notevole interesse pubblico paesaggistico degli immobili e delle aree interessate.

La Commissione regionale per il paesaggio, al termine dell’esame di tutta la documentazione relativa all’intera area del colle, in tempi brevi completerà la dichiarazione di notevole interesse paesaggistico, mentre dal ministero per i Beni e le Attività Culturali sono già state sollecitate la Direzione regionale e la soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano perché adottino provvedimenti di competenza.

Tratto dal sito della Regione Sarda
http://www.regione.sardegna.it/

38 commenti su “Ecco il provvedimento della Regione in Viale Sant’Avendrace”

  1. Certo che lo puoi pubblicare, se pensi sia utile… ti ringrazio e ti faccio i complimenti per il blog, non lo conoscevo; verrò a trovarti spesso.
    Ciao
    Sergio

  2. Mi sembra molto strano che si possa accedere al parco da me amatissimo,attraverso quella zona del viale S’Avendrace.Mi meraviglia il fatto che in questo caso a differenza di altre vostre battaglie ,da me condivise,siate caduti in un grosso errore;da quel punto si puo raggiungere tutto (scuole ,abitazioni ,qualche grotta di scarsissimo interesse,ma non il parco se non con l’elicottero,perdonatemi ,ma è la realtà.Miauguro che le vostre sempre serie intenzioni siano rivolte a valorizzare gli igressi già notoriamente esistenti,situati in situazioni di accessibilità più naturali e sopratutto piu adeguate per poterle rendere fruibili anche a chi o per l’età o per problemi di salute ,mal si adatta ad improvvisarsi rocciatore.Date uno sguardo alla zona vista dal satellite,concorderete sicuramente con me vista la vostra dimostrata serietà ed obbiettività nell’operare.

  3. Papà dalla scorsa settimana non lavora a causa della chiusura del cantiere,lavorava in un cantiere legale e autorizzato come sempre ha fatto,ma chi siete per giudicare l’operato altrui con motivazioni molto di parte?Ora papà è a casa con un sacco di roba da pagare,anche la rata di questo computer fra l’altro,provate ad interessarvi anche di chi grazie anche a voi oggi è senza lavoro,un tempo ero sempre alle vostre passeggiate,ora vi ho conosciuto sotto un altro aspetto e ne sono molto deluso.

  4. Rispondo sia ad Alberto Sforza di Milano che a Arrigo di Cagliari, ringraziandoli entrambi per aver voluto comunicare con noi.
    All’amico Arrigo dico solo che ha perfettamente ragione circa la scarsa accessibilità dell’ingresso al Parco pensato in Viale Sant’Avendrace all’altezza del civico 33/35.
    Infatti, stando così le cose solo dei provetti scalatori potrebbero avere l’accesso al fatidico parco.
    Ma noi non abbiamo mai sostenuto che questo accesso fosse l’unico spazio possibile per accedere al futuro parco di Tuvixeddu!
    In verità di accessi da Viale Sant’Avendrace ce ne sono almeno altri 3:
    il primo dalle scalette lato “palazzine Ecomostro” in prossimità della edicola Bertolini che da Viale Sant’Avendrace portano alla necropoli;
    il secondo dal cancelletto di ferro che dal supermercato(mi sembra Conad) immette subito all’area archeologica e il terzo che dalla scalinata posta a lato della trattoria Gennargentu (in viale Sant’Avendrace) porta alle strutture della ex cementeria, dove ora vi è un grande capanone in cemento.
    Quanto ad Arrigo voglio dirgli che mi dispiace che suo padre non abbia più il lavoro. Probabilmente se l’impresa dove tuo padre lavorava fosse stata veramente legale, come tu dici, questi problemi non si sarebbero di certo posti. Ma vedi,troppo spesso accade che il problema dell’occupazione diventi un vero ricatto sociale.
    E’ ora di smettererla con questa strumentale polemica che gia tanti danni ha causato alla nostra città e, più in generale, a tutta la nostra collettività.
    Ti rammenterai sicuramente il referendum regionale sulle scorie. Ebbene, anche allora i sindacati, pur di salvaguardare in modo strumentale il lavoro, di pochi posti di lavoro, preferirono schierarsi per il no.
    Ma la qualità della vita non è forse parimenti importante e non solo per i lavoratori?
    Ma si sa…è facile pensare al contingente ed astenersi dalle altre cose.
    Quanto la tua delusione, ti confesso che sicuramente non è stata di certo inferiore alla mia nel leggere le cose che hai scritto.
    Continua…

  5. Segue dal precedente commento
    Tutti abbiamo tante cose da pagare…Ma dobbiamo smetterla di pensare in piccolo solo alle nostre cose. Non è giusto, ne corretto porre il tuo problema nel più ampio contesto della salvaguardia del nostro patrimonio e della nostra cultura ed identità.
    Perche, dovendo mettere le cose in questi termini, saresti inevitabilmente perdente e relegato in un ambito assai marginale, fra coloro che antepongono i propri bisogni personali, contingentied attuali a quelli decisamente più diffusi e rappresentativi della collettività.
    E poi, per criticare una iniziativa mal fatta, e dire la nostra non abbiamo bisogno di una laurea in giurisprudenza, o essere avvocato o magistrato.
    Chi ti scrive, così come ogni cittadino, abbiamo il sacrosanto diritto di dire la nostra e di sensibilizzare la pubblica opinione con tutti i mezzi consentiti, per la verità assai pochi!
    Anche attraverso dei sopralluoghi o escursioni, proprio come quella a cui ai partecipato.
    Anzichè prendertela con noi, che non abbiamo alcuna colpa e, nostro malgrado, alcun peso politico ed amministrativo, perchè non te la prendi con le persone alle quali hai dato il tuo consenso politico e la tua fiducia?
    Dico questo perchè credo che nel nostro caso il nodo da sciogliere sia principalmente politico, nel senso che è doveroso ed improcrastinabile attuare dei reali cambiamenti nella società.
    Non lo pensi anche tu?
    E poi ti ricordo che alla passeggiata incriminata abbiamo dato la parola a tutti anche a rappresentanti del Comune di Cagliari e della COIMPRESA. Gli altri quando fanno le loro cose, non ci invitano neppure e non ci riservano di certo lo stesso trattamento!
    Roberto Copparoni

  6. Ho letto la sua risposta ,egregio Signor Copparoni,dalla stessa si deduce facilmente che da parte dell’Ente regionale vi sia stata almeno una chiarissima imprecisione sull’utilizzo di quell’area.Pur condividendo la ipotetica presenza di pubbliche utilità all’interno,perchè aspettare ad oggi con tutte le concessioni acquisite,nonchè la certa indisponibilità della regione e del ministero all’acquisizione della stessa,come è sicuramente avvenuto ,viste le normative che regolano le compravendite in determinati siti?Detti enti vantavano il diritto di prelazione,perché non lo hanno esercitato? Per quanto riguarda gli accessi,la invito nuovamente a visionarli tramite google earth,noterà che sono più di tre e posizionati in tutti i lati.Mi dispiace inoltre che abbia risposto in quella forma al giovane Arrigo,non si deve buttarla sulle considerazioni riguardante sindacati od aziende poco serie,è chiaramente tutto da verificare,attenendosi ai fatti , preferirei parlare di buona fede, se volete attirare di nuovo giovani delusi all’interno della vostra associazione.Per quanto riguarda l’ecomostro,gradirei ,se potete ,la segnalazione dei vostri interventi a riguardo,non avendo seguito questo episodio,e senza alcuna nota polemica,vorrei sapere cosa era stato fatto per l’ecomostro a s’Illetta,trovandosi il sottoscritto lontano dall’Italia per motivi di studio.Un’ultima informazione ,cosa pensate ci possa nascondere sotto le vecchie macerie dell’areadi Via S.Gilla ex Italcementi?Io un dubbio lo avrei e ancora lo ho.Ricordera’ la famosa battaglia nello stagno,consideri i limiti ridotti dello stesso nel corso dei secoli e consideri come riferimento la banchina sul fronte della ormai decadente Villa Cossu.Ad essa approdavano le (barche) dei volenterosi pescatori di S’Avendrace qualche secolo addietro.Distintamente la saluto e le confermo il rispetto per il suo interessamento per l’ambiente,se possibile,come lei altre volte ha affermato, considerando i 360 gradi che ci circondano. Alberto Sforza

  7. Signor Roberto Copparoni,le sue considerazioni sulla nostra situazione familiare,mi lasciano sconcertato;mi portano ad equipararle al detto “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.L’impresa dove lavorava mio padre e spero possa continuare a lavorare, ha sempre rispettato la legalità,eviti quindi da persona corretta come la ritengo, giudizi frettolosi,io non offendo nessuno e mio padre non è stato mai sottoposto a ricatti sociali per guadagnare la paga.La invito come le ha detto quel signore di milano,a guardarsi intorno e magari dentro se stesso prima di esprimere giudizi fuori luogo.Ringrazio il Dott.Sforza per le sue lucide ed obbiettive considerazioni,cosi auguro a tutti,me compreso.

  8. Rispondo subito al Sig. Arrigo dicendo che comprendo il suo stato d’animo e mi dispiace notare fra le sue parole vi sia un certo risentimento.
    Ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
    Probabilmente lei legge nelle mie parole quello che non c’è.
    Per quanto riguarda la facilità di giudizio di cui mi accusa le ripeto, per l’ennesima volta, che ho tutto il sacrosanto diritto di dare alla vicenda l’interpretazione che ritengo giusta e ne lei, ne nessun altro mi può impedire di farlo. Questo sia chiaro!
    Inoltre se i miei giudizi sono di parte (come lei afferma) e la parte è il benessere collettivo e la tutela degli interessi diffusi della maggiornaza dei cittadini, credo che questo non sia una cosa riprovevole, anzi!
    E poi, proprio lei, non mi venga a parlare di frettolosità, perchè al riguardo le sue osservazioni, a mio avviso, “poco ponderate”sono dettate dallo particolare situazione in cui oggi si trova a vivere.
    Di questo e fuori da ogni frase di circostanza, ne sono sinceramente dispiaciuto.
    Ma la smetta di addebitarmi responsabilità e giudizi che non fanno parte del mio mondo.
    Quanto al fatto di guardarsi intorno…la invito a guardare proprio bene il mondo che la circonda e non solo i cantieri e le problematiche che lo animano. Quanto alla lucidità, non posso che condividere l’augurio che si è dato.

  9. Gentilissimo Sig. Sforza, la ringrazio per l’attenzione che ci riserva.
    Per entrare subito nel merito del suo commento non ho ben capito cosa voglia sapere.
    Mi scusi della franchezza, ma cosa vuole sentirsi dire, si riferisce a quello che si è detto o fatto negli anni passati?
    Se vuole sapere se abbiamo fatto altre battaglie per la salvaguardia di altri beni le rispondo di si. Se vuole sapere cosa abbiamo fatto le suggerisco di andare su Google e fare le ricerche del caso. Di iniziative ne abbiamo fatto molte e non voglio farne l’elenco. Ma per rispondere alla sua domanda le ricordo che fra gli ambientalisti siamo stati fra i pochi che hanno contestato e criticato l’invasione di Sa Illetta e lo snaturamento della Laguna di Santa Gilla.
    Anche recentemente sono stato intervistato da Sardegna Uno per denunciare l’inquinamento da tetracloro di benzo-P-diossina presente nell’area di Macchiareddu in prossimità dello stabilimento dell’ Enichem (ex Syndial).
    Quanto alla “ipotetica presenza di pubbliche utilità”, – io toglierei ipotetica -visto che dentro l’area oggetto di intervento vi sono ufficialmente 1.200 tombe puniche (in realtà penso siano molte di più)concordo con lei circa il notevole ritardo dell’azione politica e giudiziaria.
    Ma come ben sa, tutte le cose sono valutate in positivo o in negativo a seconda del “periodo storico e culturale” di riferimento, diritti di prelazione compresi.
    In effetti questo diritto si esercita allorquando c’è divergenza fra le parti. Allora la “politica del costruire” prevalse, misitificando la realtà. Solo di recente gli assetti, gli accordi e le alleanze parentali e politiche sono in parte saltate. Questa circostanza ha, di fatto, permesso, di rileggere tante cose e di vederle sotto un altra luce, anche la “vicenda di Tuvixeddu”. Il problema, personalemnte, non ci riguarda visto che da circa 30 anni abbiamo, al riguardo, sempre il medesimo punto di vista, ovverosia la salvaguardia funzionale del territorio e dell’ambiente sia esso naturale che umano. Segue…

  10. Segue
    Quanto al giovane Arrigo, quando afferma: “…non si deve buttarla sulle considerazioni riguardante sindacati od aziende poco serie”. Le rispondo semplicemente con una risposta che. poi, è dentro un suo espresso invito: considerare “i 360 gradi che ci circondano”!
    Bene, Le sembra che sia inopportuno o sia troppo tardi suggerire ad un giovane di imparare a contestualizzare i fatti e le vicende per quello che sono e di imparare a guardare fuori dal recinto, meglio sarebbe dire “cantiere”, a 360°, giusto per restare in argomento?
    In attesa di suo ulteriori considerazioni la saluto cordialmente.
    Roberto Copparoni

  11. Mi perdoni se ho espresso male le mie domande,vedo che le sue risposte sono molto “in generale”.Abbia la pazienza di rispondere ai miei quesiti(2),posti in un clima di serena e tranquilla voglia di conoscere,penso che sia inutile ripeterli,se ha tempo lo gradirei,altrimenti la saluto cordialmente.
    Alberto Sforza.

  12. Buona sera Sig. Alberto,
    le rispondo molto volentieri, cercando di essere meno “generico”.
    Per questo motivo le fornisco una serie di elementi di valutazione sul nostro operato pubblicando sul nostro blog il profilo della Associazione a cui appartengo “Amici di Sardegna” Su Santa Gilla, sono certamente daccordo con lei. Anche io sono convinto che sotto i depositi Agip di Pernis vi sia un inquinamento assai diffuso da idrocarburi. Pensi che fino agli anni 80 sia il mattatio comunale che la centrale ENEL scaricavano i liquami dentro la Laguna!!!
    Quando parla della Villa Cossu a quale costruzione si riferisce? Mi può dare al riguardo delle ulteriori informazioni per favore? Sulla Syndial sono intervenuto più volte ma, soprattutto, sulla parte della laguna di Cagliari dove in più occasioni si è denunciato l’inquinamento da eternit, piombo (batterie esauste), plastica, idrocarburi e la triste espansione del fenomeno di eutrofizzazione dell’acqua lacustre (causata da mancanza di ossigeno e crescente presenza di rifiuti organici) Sull’eco mostro abbiamo parlato diffusamente nel corso di numerose manifestazioni, l’ultima delle quali presso il salone della Parrocchia dell’Annunziata nel luglio 2005, dove in un convegno è stato presentato un nostro progetto “VARIT” Valorizzazione Risorse Territoriali su “Tuvixeddu e area vasta di Santa Gilla partimonio UNESCO”. Credo che al riguardo vi sia una copiosa rassegna stampa.
    La ringrazio per il suo interesse e resto a disposizione per ulteriori approfondimenti. Cordiali saluti
    Roberto Copparoni

  13. Scusate per il mio intervento tardivo, dovuto agli impegni di lavoro che non mi hanno consentito di seguire da vicino,anche se come sempre in modo riservato, le vostre sempre costruttive discussioni.Questa volta dopo un rapido ,ma serio esame delle stesse,ho notato da parte del sig.Copparoni una superficialità sicuramente involontaria nella valutazione dei quesiti posti da Alberto e nella risposta al povero Arrigo. Caro sig.Copparoni,lei risponde ad Alberto con argomentazioni completamente lontane dal quesito.Alberto le ha indicato il limite della laguna,facendo riferimento alla banchina di fronte alla bellissima villa Cossu.Detta banchina si raggiungeva dalla laguna con i “cius”,che erano barche,quindi il mare arrivava in quel punto;Alberto fa riferimento alla famosa e ben nota agli storici,battaglia, che si svolse diversi secoli addietro nella laguna,quindi i terreni, ex Agip,ex Italcementi, erano laguna .E’doveroso considerare cosa essi possano nascondere dopo tanti secoli.Per quanto riguarda l’inquinamento ,esso è cosa risaputa che giustamente bisogna ricordare e di questo le dò certamente merito.Per quanto riguarda il (dialogo) con Arrigo,le segnalo le valutazioni su i terreni in discussione fatta dalla assciazione degli speleologi comparsa sull’Unione Sarda ed alla quale do piena fiducia ,conoscendo la professionalità del loro pur poco pubblicizzato sacrificio, esercitato nell’ambito del volontariato, totalmente ignorato da ogni forma di finanziamento valido!

    Distintamente Vinicio De Martis

  14. Per rispondere al Signor Vinico De Martis, che ringrazio per il suo interesse, chiedo cortesemente di sapere esattamente cosa mi si domanda, senza dare nulla per scontato. Non voglio assolutamente essere richiamato per una presunta superficialità, basta essere chiari e precisi nelle domande per essere chiari e precisi nelle risposte. Cercando di separare sempre i fatti dalle opinioni.
    Per eventuali approfondimenti tecnici, che non possono essere trattati su questo blog, per motivi di spazio o di opportunità, prego scrivere a: copparoni.roberto@tiscali.it
    Grazie.

  15. Perdoni la mia curiosità,prof.Copparoni,lei pretende sempre domande chiare, ma non vedo alcuna ombra in queste domande ,anzi vengono meglio illustrate da altri utenti del blog.Lei sa benissimo che in un blog non si dovrebbe comunicare la propria e.mail per argomenti trattati sul blog,per condurre la discussione tramite queste in modo privato,questo snatura la meravigliosa funzione del blog.Lei invece chiede chiarimenti tramite e.mail.Perchè come ha sempre fatto non risponde tramite il blog a domande ben chiare e ulteriolmente chiarite da altri utenti? Riguardo all’ingresso del parco ai numeri civici in un primo tempo citati come redazione,valuto molto positivamente il suo chiarimento ,sempre nell’ambito del blog,circa la superficialita’ dell’indicazione di quel tratto ,come ingresso al parco ,in questo conferma la sua conoscenza dei siti e non posso che meravigliarmi per la prima indicazione da parte della vostra redazione a conforto di tesi provenienti da Enti pubblici.Prof.Copparoni le rinnovo la mia stima e son certo che questo momento molto intenso di lotta, la abbia impegnata più del normale,e ciò è per lei un merito.
    Distintamente

    ERALDO CORSINI

  16. In relazione alle osservazioni fatte dal Rag. Eraldo Corsini al quale rivolgo un sincero ringraziamento per aver contribuito ad arricchire il dibattito segnalo che l’indirizzo di posta fornito è utilizzato per affrontare esclusivamente argomenti tecnici che possono interessare solo una parte dei visitatori di questo blog.
    Si è vero il bello del blog è proprio la vastità e l’immediatezza della comunicazione, però ritengo non sia giusto “appesantire” la linea editoriale di questo strumento per la comunicazione.
    In merito alla posizione su Tuvixeddu e sui civici di accesso, credo sia un aspetto importante ma non primario. In ogni caso si è dimostrato che vi sono differenti opzioni. Fra le tante non scarterei neppure l’ipotesi di utilizzare anche la Galleria di Sant’Arennera, posta proprio sotto il capannone della ex Italcementi lato viale Sant’Avendrace.
    Fra l’altro la Galleria (in realtà si dovrebbe parlare di gallerie, visto che ne ne sono diverse)da Viale Sant’Avendrace giunge quasi fino a via Is Maglias)è assai spaziosa e ben si presterebbe a questo possibile, suggestivo utilizzo.
    Personalmente credo che il naturale accesso alla Necropoli avrebbe dovuto dovrebbe essere dal Viale Sant’Avendrace, ma non dove sono stati sospesi i lavori alla Impresa Cocco, ma più in la fra l’area occupata dal Liceo Classico e la scuola media Spano, proprio dietro il Palazzo della Regione in Viale Trento. Infatti, questa area, alemno originariamente, non presentava particolari problemi di accessibilità e proprio in questo lato di Tuvixeddu si sarebbe potuto realizzare il migliore accesso possibile.
    Inoltre, fra le ipotesi possibili, non scarterei neanche la proposta fatta dal Dott. Alessandro Loddo che suggerisce un utilizzo del Canyon in modo assolutamente funzionale alla valorizzazione dell’intera area. Nello specifico egli propone di realizzare uno spazio di percorrenza “polivalente” di tipo culturale dove, da un lato salvaguardare la specificità dei luoghi e favorire il passaggio (soprattutto pedonale) dei visitatori….seg

  17. Segue dal precedente intervento.

    …e dall’altra offrire una soluzione alternativa all’uso “stradale” del percorso che si snoda fra le colline di Tuvumannu, per creare un inedito e suggestivo spazio museale polivalente.
    Grazie per le parole di apprezzamento del lavoro che stiamo facendo e, soprattutto, per aver colto il segno delle cose.
    Infatti, cosa che non tutti colgono, parlare e soprattutto scrivere di queste cose è per certi aspetti pericoloso, perchè le forze in gioco sono molte e ben radicate nel territorio e con mezzi assai più “persuadenti” di un semplice blog, peraltro, autogestito da un ristretto numero di persone.
    In attesa di ulteriori comunicazione porgo a tutti un caro saluto ed in particolare al Rag. Eraldo Corsini, ricordandovi (qualora possiate farlo) di essere presenti domani mercoledi 24/01 alle ore 10,00 in Piazza Indipendenza a Cagliari per protestare di fronte alla Soprintendenza in merito alla “politica sui beni culturali” che non c’è!
    Roberto Copparoni

  18. In merito alla domanda fatta dal SIg. Sforza di Milano a proposito dell’Ecomostro a Sa Illetta, voglio ricordare che l’Associazione ambientalista alla quale appartengo è stata l’unica a sollevare delle proteste e manifestare pubblicamente legittime e fondate perplessità sulla opportunittà di costruire il Campus di Tiscali a Sa Illetta. A tale proposito ci si dovrebbe chiedere come mai “gli altri” abbiano taciuto!

  19. Salute a tutti voi che amate la Sardegna come la amo anche io.Sig.Responabile ammiriamo le sue parole ultime nel sito,ma qui si stà generando una rissa multidirezionale;lei che correttamente indica soluzioni oneste ed altri che organizzano, come ieri,(visto sulla stampa),visite a zone che sono liberamente disponibili da sempre,tanto che molte di quelle caverne erano abitate fino a qualche lustro fà.Perche non cercare come qui nella nostra provincia un sano accordo per quello che è il nostro patrimonio,inferiore di sicuro al vostro e pur sempre gradito e fruibile ai visitatori? Lei parla di incontri,giusto e corretto,ma perchè non parlare anche del Viale ,cosa c’è dietro quel cantiere, lei signor Roberto lo ha detto chiaramente,perchè parlare di Coinpresa e non parlare del Cocco.Aspetto la sua gradita risposta ad uno che purtroppo la cosa la vede da reale distanza di chilometri.Si faccia sempre sentire,il pensare limita molte volte la discussione.().

    Sanna Terenzio

  20. Grazie Sig. Terenzio Sanna di Ovodda, per avere detto la sua su questa penosa vicenda che ha dell’incredibile!
    Infatti si dovrebbe smettere di pensare a macchia di leopardo, nel senso che in fatto di valorizzazione di risorse ambientali e culturali bisogna avere in coraggio e la lungimiranza di guardare lontano attraverso una chiara politica di programmazione e fare, se necessario, anche un passo indietro per il “supremo bene comune”, bene che non ha età, prezzo o colore politico.
    Anche per Tuvixeddu, da anni sosteniamo che si debba parlare di area vasta Tuvixeddu/Sant’Avendrace/Laguna di Santa Gilla e non di aree circoscritte, magari dentro un condominio.
    Meno male che facciamo parte di un Paese civile, 6° o 7° potenza mondiale.
    Per rispondere alla sua dico che:
    certamente l’incontro deve tenersi fra tutti gli “aventi diritto o causa” però, mi risulta che nel caso della ditta Cocco, questa pare abbia violato la prescrizione di legge, avendo anzitempo ripreso i lavori e senza alcuna esplicita autorizzazione.
    Tutto questo non ha fatto che aggravare la loro posizione.
    Nel caso della ditta Cualbu, come avrà ben capito, le cose sono assai più complicate e diverse.
    Resta il fatto che non ne possiamo più di queste situazioni che sono tragiche e ridicole allo stesso tempo.
    Ridicole perchè ricordo ancora le parole di un illustra politico locale che, forse in un momento di pre campagna elettorare, disse:
    “Mai più una goccia di cemento sarà versata a Tuvixeddu!”.
    In effetti, a ben guardare, ha avuto in parte ragione perchè, paradossalmente, non si tratta di gocce di cemento ma di tante tonnellate di metri quadri e cubature varie di cemento armato.
    Ma questo è un altra cosa, peraltro, assai tragica per tutti noi, non crede?

  21. Cosa resterà, se per caso come dice Lei ,giustamente,si dovranno indennizzare le imprese,anche se hanno erroneamente proseguito nelle opere? Una montagna di indennizzzi da rifondere per situazioni ormai concordate con Enti quale la Soprintendenza e sopratutto la Regione ,nonchè il Comune? Situazioni che renderebbero sicuramente fruibili queste realtà. Questa marea di denaro, che potrebbe essere utilizzata per realtà che attualmente sono trascurate o ignorate ,situazioni da Lei abbondntemente segnalate.Perchè sprecare ancora tanti denari? Rispettiamo il lavoro fatto dagli stimati esperti della Soprintendeza, senza ombre di imposizioni,visto i risultati visibilmente abbondanti in tutta la provincia! Vedi Quartucciu,la nostra Regione si dia da fare per tutelarli ,altrimenti il proficuo lavoro dei nostri archeologi sarà ancora buttato al vento.Vento che da noi non ha portato via tutte le brutture ,tipo Poetto ,meravigliosa spiaggia,buttata al vento ,nel senso dei denari! Mettiamo la sveglia un’ora
    prima,come si usa quì in montagna,perchè molte volte la serenità,non è altro che l’ombra della vita. Terenzio Sanna.Ovodda.

  22. Si Signor Terenzio, concordo con lei.
    Le cose, in un Paese normale, sarebbero semplici da risolvere. Ma da noi questo non è possibile!
    Infatti siamo assai bravi a complicarci la vita.
    Ci sono troppi interessi contrapposti, diretti e mediati, che gravitano sulla questione Tuvixeddu. Siamo giunti al braccio di ferro, insomma alla prova dei muscoli, e tutto questo non lascia di certo presagire soluzioni rapide e funzionali per la nostra area sorico monumentale e per noi, finti attori protagonisti di scenari predeterminati.
    E poi, non è più o non solo “ragioni della sinistra o della destra” per attribuirsi meriti o demeriti vicendevoli o per avere delle chiavi di lettura della intera vicenda. E’ solo una questione di buon senso e di ragione.
    Ma si sa che” il cuore ha ragioni che la ragione non ha”.

  23. Sig.Copparoni,quello che è avvenuto Domenica,con furtivi sopraluoghi nel vicoletto fianco trattoria già dal Sabato,è indicativo di scenari molto incerti, sopratutto per quei poveretti che hanno rischiato la pelle fidandosi di “guide assai poco esperte” visto che gli hanno fatto provare l’emozione di sporgersi su dirupi delimitati con della rete , in modo non certo adatto alla visita, ma ad opere di cantiere.Questo mi è stato riferito da un amico che vive in zona da sempre.Tutto ciò per poter avere il piacere di essere “Quelli” che hanno organizzato l’ennesima manifestazione,con la gioia della notizia passata sulla stampa.Quando capiterà,ma spero di no,qualche incidente,allora tutti se la fileranno come” lupi spelacchiati”,colla colpevole responsabilità di aver bloccato la Soprintendenza che stava adoperandosi alla visibilità di questi luoghi in sicurezza ,dando a questi finalmente il rilievo Internazionale che essi meritano,e sopratutto agli utenti la possibilità se lo volessero ,di poterli visitare senza essere intruppati in gruppi di curiosi che provvederanno a decorare i siti con tante nobili cicche e quant’altro ,come è accaduto Domenica. Il bello è di tutti,l’educazione di pochi. Terenzio Sanna.

  24. Domenica c’era tanta gente. Io e i miei amici non c’eravamo e ciò per vari motivi.
    Prima di tutto perchè sono anni che organizziamo in francescana solitudine anche con poche persone delle visite guidate nei luoghi oggi meta di queste “via crucis” domenicali. Poi perchè non condividiamo l’agire di questi associazioni che di fatto copiano le iniziative altrui senza neppure riconoscere il nostro operato e che pur di fare “audience” risuscitano i morti e s’inventano titolarità e competenze inesistenti. Peraltro mi risulta che lo stesso Lilliu in altre circostanze abbia detto delle cose molto diverse…
    E poi, che ci guadagnano nell’esasperare i problemi e accentuare delle contrapposizioni e i distinguo, quando fino a ieri molti dei presenti alla visita domenicale collaboravano fattivamente con il Comune, organizzando eventi e manifestazioni?
    Si è vero domenica c’erano tanti politici, forse anche troppi…la cosa per me non è particolarmente positiva.
    Averi preferito che al loro posto ci fossero più studenti, casalinghe, pensionati e lavoratori e soprattutto, molti più residenti.

  25. ogni giorno quando torno da scuola,il siotto, vedo quanta gente si interessa ai problemi del quartiere,direi nessuno ,ma neppure certe associazioni ,che hanno messo il cartello nel vico terzo di fronte a signor pirlo ,con l’invito ad una visita guidata.spero che voi lo fotografiate a testimoniare i pochi mezzi materiali di cui dispongono ,ovvero come cartello fa pena e come invito ancora di più, scusate la fretta ,ma il mio adsl è a tempo e papi si scoccia.tanti cari auguri per quello che fate,venite a scuola ,vi aspettiamo

  26. Ciao Lalla, grazie per avere comunicato con noi!
    In merito a quanto dici, non posso che essere d’accordo con quanto affermi!
    Io vorrei tanto potermi confrontare con i residenti e gli studenti “future generazioni” sulle quali, inevitabimente, si riverbano gli”errori” delle generazioni che hanno preceduto.
    Per questo, vorrei incontrarvi e conoscervi, stare con voi e parlare di quello che si puà ancora fare per salvaguardare la “qualità della vita”
    Perchè non ne parli con i tuoi compagni e amici e, magari, con l’aiuto di qualche “docente illuminato” organizziamo un incontro nella vostra scuola o in altra sede da voi individuata!
    Che ne pensi!
    Fammi sapere e… mi raccomando, scrivici ancora. E’ molto bello conoscere dei ragazzi che hanno a cuore le sorti del patrimonio storico ambientale di questa bellissima e “trascurata” città. Cordialissimi saluti
    Roberto Copparoni

  27. Caro Dott. Copparoni,mi permetta ,ma da quello che leggo nell’annuncio dell’Unione Sarda e dai commenti,non ci capisco più niente,vedo solo scontri senza bandiere che sappiano tenere il vento ,vedo i soliti noti invitati od invitanti.vedo una querelle che per tanto tempo,come anche lei conferma, ha creato tanto disorientamento e tante prese di posizione,( anche poco documentate);sarei venuto a Cagliari, Domenica e Lunedì,ma non ci capisco più niente,sembra quasi sia stato sollevato un gran polverone,ma per cosa? Datemi una risposta, ed i blog, siano veramente blog aperti a tutti ,come questo.
    Terenzio Sanna.

  28. Certo Signor Terenzio, la situazione è sempre più confusa…
    Cosa dirle…anche io mi sento in difficoltà, nel senso che dietro questo gran polverone, forse sollevato ad arte, ci sono altre cose!
    Penso all’atteggiamento sbagliato della Coimpresa che esclude dalle “sue visite” la presenza di una associazione come la nostra che da sempre si è distinta per “il differente modo” di valutare i problemi legati allo sviluppo sostenibile e alla occupazione.
    Noi il giorno 4 febbraio, qualdo per primi, abbiamo organizzato una visita all’area di Tuvixeddu, non abbiamo di certo impedito ai “loro rappresentanti” di partecipare e prendere la parola.
    Così come rilevo l’assoluta mancanza di sensibilità da parte del Presidente Soru che “fa e disfa” come se fosse il “Padre e Padrone” della Sardegna. Inoltre segnalo l’altalenante atteggiamento della Soprintendenza e la “discutibile” determinazione del Comune di Cagliari nel voler andare avanti ad ogni costo.
    Fosse per loro forse troverebbero mille argomentazioni per cementificare amche la laguna.
    Può darsi che dietro questa “querelle” ci sia ben altro…
    Peraltro, sarei lieto se lunedi partecipasse all’incontro organizzato alle 20,30 presso il Cine Club di Via Roma 257 a Cagliari il tema trattato sarò, per l’appunto.
    Tuvixeddu – Cosa ne vogliamo fare?
    Così avrò anche il piacere di conoscerlka personalmente.
    Cordiali saluti
    Roberto Copparoni

  29. Caro sig. Copparoni,ha visto, tutto secondo le sue previsioni e quelle del signore di Ovvodda,avremo a disposizione tante altre aree da riempire di rifiuti e tanti problemi per la nostra economia,gli espropii per pubblica utilità non sono gratuiti,se questa marea di denaro nostro, fosse rivolta a piani reali e veramente realizzabili,invece che ad iniziative propagandistiche? Non ci voglio più pensare,dovevo acquistare una casetta in Sardegna,ma con tanta rabbia,ma sicuro della scelta ,la acquisto a Corte in Corsica.Certissimo di non avere a che fare con lunatici ed improvvisati,da tutte le parti; come il sottoscritto tanti altri amici mi stanno seguendo. A prezzi nettamente inferiori e servizi di gran lunga superiori,un ora dal mare ed anche meno ,senza stupide tasse.Ne vuole conferma?Faccia un trillo alla Gendarmerie a Corte, che esamina le pratiche delle nuove acqusizioni immobiliari.Di certo il carattere dei Corsi non è quello dei Sardi,ma impareremo a conviverci sicuramente.Ciao Sardegna,addio Governatore!

    Prof.Alberto Sforza Milano

  30. Cosa dire…sono molto anareggiato per quanto successo. Peraltro a nulla giova dire: “l’avevamo detto!”
    Inoltre, non le nascondo, il mio rincrescimento per i “devastanti effetti” che questo modo di fare politica solleva.
    Non resta che prendere atto della sua “amara e sofferta” decisione, nella speranza che “lassù” qualcuno, che fra l’altro abbiamo messo noi, ci ascolti.
    Un cordialissimo saluto
    Roberto Copparoni

  31. Sig.Copparoni,capisco i suoi tempi ristretti nel dover formulare le risposte,giustamente dovuti ai suoi impegni.Se potesse però con attenzione una volta per tutte,fermarsi e valutare quello che le comunicano le persone che la seguono da sempre,noterebbe che da parte sua c’è l’involontaria assenza di risposte precise.Veda il Sig.Sforza , od altri che hanno animato questa discussione; molte volte lei ha ignorato i nostri quesiti,certamente in buona fede e per mancanza oggettiva di tempo per rispondere in questa forma.Perchè non dedicare qualcosa in più a questa discussione ,che dai risultati degli altri suoi blog è l’unica che va avanti? La sua battaglia merita il nostro rispetto,ma la guerra la vincono gli animi non le armi.

    Terenzio Sanna Ovodda 10 Febbraio 2007.

  32. Caro Sig. Terenzio Sanna,
    leggo sempre con interesse le sue osservazioni.
    Fra le cose che ha detto mi è piaciuta molto la definizione della serenità come “ombra della vita”!
    Peraltro, comprendo e capisco che il desiderio di cambiare le cose sia in lei ed anche in noi tutti assai presente e forte, però mi creda, onestamente non penso di poter fare di più! Anche se ho la fortuna di avere degli amici e collaboratori non riesco a seguire tutto come vorrei… Per quanto riguarda le risposte che non fornirei, la prego di accettare quello che posso dire. Mi pare di essermi sempre esposto di persona e di aver fatto vedere la provenienza e i riferimenti delle critiche che sollevo.
    Se ha delle ulteriori domande da pormi lo faccia senza problemi. Se sarò in grado le risponderò, in caso contrario mi andrò a documentare.
    Colgo l’occasione per ringraziarla per le positive parole usate nei miei confronti.
    Roberto Copparoni

  33. Caro Sig.Roberto,i fatti dimostrano sempre la realtà! Banale, ma invidiabile commento di un noto detective ,nato dalla penna di un validissimo autore di noir.Oggi abbiamo avuto la conferma di quanto possa la montagna contro il vento,ma sopratutto di come il vento dell’onestà possa spazzare la montagna.Caro Dottor Copparoni si faccia fregio di tutto questo,e ricordo che le battaglie o semplici scaramuccie, sono sempre elementi essenziali di una guerra.Forse potrei anche avere esagerato,ma a lei va il merito di averci sempre creduto.

    Terenzio Sanna Ovodda.(Lasciamo agli altri delle corone i rami ,a noi basta anche il solo profumo delle loro foglie che ardono).

    OVODDA.13.02.2007

  34. Caro Signor Terenzio, grazie per la solidarietà che ci manifesta.
    In questo momento apprezziamo tanto “la voce” di tutte quelle persone che, uscendo all scoperto, ci sostengono apertamente, senza se e senza ma.
    Fra l’altro oggi abbiamo anche ricevuto la solidarietà del Sindacato sardo e la cosa non può che farci tanto piacere. Spesso ci dimentichiamo di essere sardi e di avere un “comunità di destino” con tutti coloro che vivono in questa meravigliosa isola, siano essi della costa o dell’interno, della pianura o della montagna. Purtroppo le contingenze e l’indifferenza ci portano e cercare di esaltare le diversità (vere o presunte) che ci sono fra noi, anzichè esaltare le positività che noi tutti possediamo.
    Mentre le parlo mi giunge un comunicato riferito ad un altro grave pericolo che riguarda un’altra bellissima zona della Sardegna: le aree minerarie dell’iglesiente, guspinese e arburanse. Parlo dell’idea che il Presidente Soru ha manifestato in merito ai modelli di sviluppo che vuole realizzare in queste zone.
    La mia preoccupazione è quella che non vogliamo una ” costa smeralda 2″ nella Sardegna. Penso che quanto fatto al nord Sardegna ci basti e avanzi! Non le sembra?
    Un caro saluto
    Roberto Copparoni

  35. Caro Dott.Copparoni,sono sconvolto da come girano le bandiere,ora che si è combattuto,anzi lei ha in prima persona con molta equità portato prima se stesso ,poi gli altri a riflettere sul senso di tutto questo pastrocchio ,perchè di questo si tratta..A lei ed a noi il merito di averci creduto ed avere espresso anche dolorose considerazioni con tutte le conseguenze che ne potranno derivare,ma gli altri che ora sporgono la testolina dal guscio come “tostoines”,dove erano? Mi auguro che non si preparino a schierarsi come cavalieri,perchè fino ad ora si sono dimostrati solo semplici palafrenieri.Con tutto il rispetto per loro ,ci dicano dove erano quando lei si è recato in Piazza Indipendenza,od ha guidato gruppi di cittadini senza alcuna pretesa di convogliarli verso scelte preordinate,anche politicamente,ma solo a servilmente illustrargli ciò che non avevano mai conosciuto.Mi sia permessa una lode anche alla Coimpresa,pur non condividendo il loro atteggiamento verso di Lei,però alla luce dei fatti sono riusciti a mostrare ad un numero maggiore di utenti ciò che lei aveva già mostrato a pochi.Meglio così,perchè quelle pagine di pubblicità,ovvero il loro costo, preferisco che prendano la via del Brasile,e servano a dare una speranza a chi non ha neppure delle grotte.Ringrazio il Sig.Mameli,è di conforto la sua partecipazione,ma pur ritenendola gradita ,non posso non definirla che tardiva,non sempre i primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi.In questo caso sicuramente ce lo ricorderemo,vero? Caro Dott:Copparoni ora mi accingo all’annuale visita nell’amato Vietnam in una zona il cui nome direbbe poco a tanti ,ma che a me ha dato la possibilità di dare tanto a molti dei suoi magnifici abitanti.Tranquillo, perchè anche da quella enorme distanza seguirò le vostre lotte e cercherò di interloquire con voi spero in modo proficuo.

    TERENZIO SANNA OVODDA

  36. Caro Carlo, scusa ma non ricordo “Su tiaulu”. Forse con gli anni sto iniziando a perdere colpi, anche se devo dire che con il lavoro che svolgo ho mediamente circa 200 alunni per anno scolastico e, pertanto, mi riesce difficile ricordarli tutti.
    Nello scusarmi ti chiedo cortesemente di darmi qualche altro elemento per ricordare, per esempio, tipo di scuola, anni scolastici di riferimento o altro ancora.
    Sappi comunque che sono amico di tanti pescatori e fra quaesti molti della laguna di Santa Gilla, del Golfo dell’Asinara, del golfo di Oristano e dell’area di Tavolara.
    Con voi ho appreso tante cose, fra cui una bellissima cosa…saper ascoltare il vento e apprezzarne il silenzio oltrechè avere rispetto della “potenza” del mare.
    Un caro saluto
    Roberto Copparoni

  37. O Robè e fiar’ora s’indè andau .Ciao Romano ,si! po c…u s’as pigau ,puru a cussus /chi non t’anti scioberau,ma su scallu chi tui as fattu ,s’a portau a su cinigiu,a nosus in sa conca,ma tui tin ci depis sciaccuai cun su nostru Cumandanti,Preziosu po si fai in cinisciu accabai.(a nosus e a tui,senze Tianu in sa Forredda. (lolly) venditore ambulante di copie d’arte in suo Onore.

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