I Verdi vogliono la riapertura del sentiero naturalistico al Colle di Sant’Elia/Sella del diavolo. Un grave attacco al turismo ecologico.

Alle Redazioni giornalistiche della Sardegna

 

 

Cagliari 10/08/2012

Comunicato stampa: I Verdi vogliono la riapertura del sentiero naturalistico al Colle di Sant’Elia/Sella del diavolo. Un grave attacco al turismo ecologico.

La Federazione dei Verdi critica il provvedimento del Sindaco Massimo Zedda perché ritiene che lo stesso sia eccessivo e inopportuno, specialmente adesso che siamo nel pieno della stagione turistica.
Il colle di Sant’Elia, grazie al lavoro svolto in questi anni dalle associazioni ambientaliste Amici della Terra, Amici di Sardegna, Aloe Felice, Ambiente Sardegna, Cavità Cagliaritane e tante altre associazioni, che hanno fatto del propontorio di Sant’Elia/sella del diavolo è diventato un punto di riferimento per tutti gli amanti del turismo naturalistico ambientale, storico archelogico.
Tutto questo lavoro rischia di essere vanificato da un provvedimento che trae la sua origine nel lontano 30/07/1987 (quando venne emesso un decreto per via di una frana del costone della sella del diavolo, nei pressi dell’insenatura di Marina Piccola, dove perse la vita un giovane carabiniere che si trovava in spiaggia). Oggi si vuole estendere questo vincolo per motivi precauzionali e si nega l’accesso ai visitatori e turisti su tutta una delle più belle aree panoramiche e paesaggistiche dell’area di Cagliari.
Pertanto si invita il Sindaco Zedda a voler rivedere il provvedimento e a limitare la percorrenza nei soli punti e zone di effettivo rischio, con delle transenne e perimetrazioni, rimuovendo il vincolo su tutto il percorso e allo stesso tempo attivandosi per mettere in sicurezza e salvaguardia l’intero compendio.
Privare la cittadinanza di un sito di interesse comunitario, così come lo è parte del colle di Sant’Elia, è una fatto assai grave. E’ come se volessimo vietare l’accesso al Colle di Monte Urpinu, o al rione di Castello solo perché in alcune parti vi sono dei crolli e cedimenti della roccia.
Limitiamo l’accesso a solo queste parti ma non a tutto l’insieme.

Roberto Copparoni
Referente dei Verdi, Ecologisti e reti civiche

 

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