La cooperazione degli interessi economici

 

 

La cooperazione degli interessi economici

   

Da qualche anno la legge regionale n.19/96 è stata sensibilmente modificata, escludendo l’America Latina dalle aree che beneficiano di questa forma di cooperazione decentrata.

La Regione sarda ha giustificato tale modifica sulla base di argomentazioni assai labili.

Peraltro, in più occasioni, confortati anche dall’autorevole peso del mondo universitario e di tantissime associazioni e ONG che operano in Sud America, abbiamo segnalato le anomalie apportate.

Recentemente una nostra rappresentante ha partecipato ad un incontro sull’argomento, organizzato a Cagliari dalla Presidenza della Giunta Regionale, in data venerdì 08 u.s..

Per l’occasione sono state ribadite le nostre critiche alla legge in esame.

Nel corso dell’incontro sono state affermate delle cose assai gravi, fra le quali, quella di considerare, tutti gli aiuti dati dalla Cooperazione italiana precedenti al 1996,  un semplice "dono". Nulla di più!

Se così fosse stato, non si comprende per quale motivo gli enti beneficiari si siano dovuti attivare per relazionare tutte le attività svolte e rendicontare alla lira tutte le spese sostenute per lo svolgimento delle attività che hanno beneficiato di…questo "regalo".

Se una persona dona, dopo, non chiede mai il rendiconto!

E mai possibile che i rappresentanti regionali abbiano avuto una conoscenza così superficiale delle metodologie e dei documenti elaborati dalle ONG e dalla loro Federazioni in argomanto dagli anni ’80?

In quel periodo infatti, non si deve dimenticare che le ONG italiane elaborarono il concetto di "Autopromozione", "Self reliance", ecc.che ancora oggi cositutisce una "pietra miliare " nelle politiche di cooperazione.

Sotto un altro aspetto si rileva il fatto che gli interventi oggi previsti sono territorialmente circoscritti a specifiche aree che escludono l’America Latina e penalizzano i Paesi dell’Asia e dell’Africa (Centro meridionale), ovverosia i Paesi più poveri, andando a privilegiare i territori che si affacciano nel bacino Mediterraneo.

Infine non approviamo l’eccessiva importanza che la L. R, 19/96 da alle imprese, obbligando necessariamente le ONG e le Associazione propronenti ad adeguarsi alle logiche di mercato.

Il nostro modo di intendere lo sviluppo che la cooperazione può dare non si riferisce necessariamente al "Business".

Per questi motivi manifestiamo viva preoccupazione per il futuro della Coooperazione decentrata in Sardegna.

Il Presidente ASECON

Roberta Manca

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