Nascono i “Birdis”: Salvaguardia di ambiente e identità

DSC05892L’ambientalismo identitario è un principio attraverso il quale si coniuga l’identità di un popolo con la specificità di un territorio, in un contesto di mondialità di bisogni e di doveroso rispetto di tutte le forme di vita, comunque e dovunque esse si trovino.

Questo principio libera energie e passioni affrancandole dall’egoismo nazionalitario che nei secoli ha sempre dato nefaste testimonianze e che in Sardegna degenera verso la marginalizzazione e la rappresentazione di uno stato e l’esaltazione di un certo modo di essere.

Il ricordo e la costante commemorazione di un leggendario passato non può essere ragione di vita se non si comprende e non si contestualizza la storia, non si analizzano le cause ed effetti, i processi e i percorsi socio economici di un popolo e non si conoscono i contesti naturalistici e ambientali e politico istituzionali di una regione.

Le tante diversità presenti nella nostra isola sono una oggettiva ricchezza che danno valore aggiunto al nostro vivere, ma che allo stesso tempo non vengono opportunamente comprese e valorizzate da molti degli stessi interessati e che talvolta vengono da essi perfino interpretare in modo da generare delle vere e proprie stridenti contraddizioni di varia natura e genere.

Diversità culturali, linguistiche, geo politiche e sociali che contribuiscono a formare un profilo singolare e allo stesso tempo eterogeneo della nostra comunità.
Proprio per questo la Sardegna possiede una identità policentrica in virtù della quale tutte le comunità e i rispettivi territori possiedono una propria storia e soggettività e manifestano il bisogno di essere protagonisti del proprio ambito territoriale.

Ma tutti i residenti hanno come una comunità di destino dalla quale non si può prescindere.
Per questo dobbiamo avere la capacità di ritrovare un comune e funzionale denominatore che sappia indicare la “strada maestra” da percorrere.

Per favorire il processo di benessere è dunque necessario “liberare” i residenti dai molti luoghi comuni e dagli stereotipi che blindano la cultura del popolo sardo.

Per troppo tempo la sterile esaltazione folclorica della sardità ha come fatto chiudere gli occhi a molti sardi e impedito loro di confrontarsi con il resto del mondo perché impegnati nella ricerca di trovare risposte al contingente senza dare loro la possibilità di soffermarsi sulla stessa specificità della Sardegna e sulle particolarità del fenomeno.
Tutto questo, se realizzato, avrebbe permesso di generare nella popolazione consapevolezza e fiducia.

Non è bastato rivalutare la cultura per riuscire a radicare sensibilità comuni e condivise e sviluppare processi di riconversione economica e sociale, nonché a generare nei sardi senso di consapevolezza.

Da troppi anni la Sardegna vive come nel passato perché legata ad icone e dogmi che soffocano la conoscenza, il dialogo interregionale e il confronto internazionale.

La Sardegna ha bisogno di trovare una nuova dimensione socio economica e politico istituzionale più adeguata e consona ai bisogni dei tempi, che coniughi la conoscenza della propria identità e la salvaguardia dell’ambiente con la necessità di migliori condizioni e di sostenibilità di vita per tutti e che rafforzi la sua soggettività mediterranea in rapporto al resto del mondo.

Peraltro anche l’indipendenza della Sardegna non deve essere un limite immanente, una imminente tappa obbligata, ma un percorso in itinere, un processo che deve essere espressione di un vivere e un sentire in comune manifestato dalla maggioranza qualificata dai sardi e da essi messo in pratica giorno per giorno.

Oggi non possiamo anteporre l’indipendenza alla consapevolezza.
Non si è consapevoli perché si è indipendenti, ma si è indipendenti solo quando si raggiungerà la consapevolezza del proprio essere e del proprio agire.

Il traguardo dell’indipendenza non deve essere un miraggio che si dissolve alla prima tornata elettorale, ma un serio principio che deve accompagnare e alimentare il quotidiano e dare forza ai programmi e alle azioni conseguenti.

Anche per questi motivi abbiamo deciso di dare vita ai Birdis, che nascono dall’esperienza dei Verdi del sole che ride e che in ambito nazionale, comunitario e mondiale si riporta ai principi della nuova ecologia transnazionale e ciò in ragione di un semplice e chiaro principio di fondo che afferma:

“Non è importante da dove si proviene, ma ciò che conta è dove andremo”

Cagliari 07/07/2011

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