Tuvixeddu: la ragioni di un ennesimo flop turistico-culturale

Oggi è stato pubblicato un articolo su Tuvixeddu ne “L’unione Sarda”. Il taglio è quello di sempre, neutro e soft, riferito ad un generale e diffuso senso di degrado e di abbandono. Traspare dallo stesso l’incapacità di saper gestire non solo una risorsa culturale che a pieno titolo potrebbe essere Monumento Unesco, ma anche e più in generale, tutto il vasto patrimonio culturale e ambientale che la città di Cagliari possiede. Le ragioni e le cause di tutto questo sono molteplici e lontane nel tempo. Dirò solo che fare tanto casino, aver speso tantissimi soldi pubblici per il “parco di Tuvixeddu” è stato praticamente inutile nel senso che se è pur vero che oggi la città di Cagliari ha aperto al pubblico il parco di Tuvixeddu,, bisognerebbe porsi una domanda: “Per chi lo ha aperto e per farne cosa?”.

Tutto sommato e considerato il modo con cui è stato aperto e gestito forse sarebbe stato meglio non aprirlo neppure. Infatti il Comune di Cagliari tratta Tuvixeddu come se fosse una area verde, come un qualsiasi parco urbano aperto al pubblico dalle ….alle… con tanto di cura e di vigilanza sulle piante! In altre parole si è cercato di evidenziare la componente naturalistica e ambientale dell’area a discapito di quella assai più importante e strategica di tipo storico, archeologico e antropologico.

E’ una tristezza vedere “il parco” deserto, frequentato in prevalenza dai proprietari di cani che portano gli animali a fare i propri bisogni. Ma è per questo che la comunità ha speso o spenderà 80 milioni di euro per via della nota e triste vicenda che tutti conosciamo?

Come mai le associazioni che tanto hanno fatto perché si pagassero tali cifre non dicono una parola per lo stato in cui versa l’intero sito?
peraltro l’attuale percorso non consente alcuna interazione con i visitatori, non trasmette nulla se non uno generale stato di degrado e incuria culturale. Le ringhiere non permettono nessuna possibilità di avvicinarsi e vedere una tomba. La notte poi non vie è neanche una tomba illuminata al suo interno e l’impianto di illuminazione presenta diversi punti luce spenti. Non un cartello, una seria indicazione stradale, un area di parcheggi, un punto di accoglienza e informazioni, un punto di ristoro o un luogo dove ripararsi in caso di pioggia o acquistare qualche souvenir e prodotto tipico.

Fino a quando il Comune non capirà che il Verde pubblico si deve occupare di altro il Parco di Tuvixeddu non sarà mai valorizzato.

Se non si capiranno queste elementari osservazioni, provvedendo a “animare la necropoli”, purtroppo il sito di, Tuvixeddu non avrà futuro e la considerazione che merita.anfore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

20 − 17 =