Tuvixeddu: Era ora che si fermasse il degrado legalizzato


Con grande gioia apprendiamo la decisione del Presidente della Giunta Regionale della Sardegna Renato Soru di bloccare i lavori relativi alla costruzione di una palazzina in viale Sant’Avendrace.
Erano anni che si aspettava un provvedimento del genere, peraltro del tutto normale, in una qualsivoglia città altrettanto normale della nostra variegata Repubblica.
Infatti in altre Regioni ci consta che gli enti preposti al controllo del patrimonio storico ed archeologico intervengano con molta efficacia e celerità sulla salvaguardia del proprio ricco patrimonio archeologico.
Ci dispiace che, ancora una volta, i media locali omettano di citare l’Associazione Amici di Sardegna che da sempre svolge una importante attività di monitoraggio e di salvaguardia del patrimonio storico, ambientale e monumentale presente in Sardegna e a Cagliari in modo particolare (Necropoli di Tuvixeddu, Compendio lagunare di Santa Gilla, Area della Sella del Diavolo, Sant’Elia e San Bartolomeo, Sa sCaffa e Girogino.
Infatti non si comprende perchè si usino due pesi e due misure. Per esempio basta alcune blasonate associazioni ambientaliste facciano un breve sovralluogo in qualche sito, meglòio se accompagnati da qualche politico illustre e facendosi immortalare da una sempre compiacente informazione per ergersi ad unici salvatori della patria,peraltro anche utilizzando percorsi, studi e ricerche altrui e senza neppure citarne la fonte.
In questo modo essi cercano di prendersi i meriti dei risultati oggi ottenuti, riuscendosi persino a farsi eleggere unici interlocutori nei tavoli tecnici e politici, grazie alle conoscenze e a consolidate amicizie in palazzo.
Ma la gente non è stupida…sa’ bene chi ha veramente lavorato per la salvaguardia del patrimonio cittadino e chi si è fatto fa bello con il lavoro altrui.
Per questo chiedo a coloro che leggeranno questo articolo, visto che buona parte della locale informazione è troppo accomodante nei confronti di questi signori e che difficilmente questo articolo vedrà la luce della quotidiana o della televisiva, di fare pressione affinchè venga dato a “Cesare quello che è di Cesare” e che la si finisca di premiare chi non lo merita e che viene sostenuto anche finanziariamente e con elergizioni di incarichi e generose ricompense per delle consulenze proprio da coloro che, nonostante tutto, continuano a non considerarci solo perchè siamo “Fuori dal coro”, con buona pace della democrazia e del pluralismo informativo!

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