Un “Patto strategico territoriale” fra la Sardegna e alcune comunità dello Stato di Bahia

ISOLA DI BON JESUS DOS PASSOS (SALVADOR- BA)

COMUNE
DI AMELIA RODRIGUES (Bahia)

PREFEITURA
DE SALVADOR – ARI (Assessoria de Relaçoes Internacionais)

SETAD
(Secreteria Municipal do Trabalho, Assistencia Social e Direitos do Cidadao)

PREFEITURA
DE AMELIA RODRIGUES

GOVERNO
ESTADUAL DO BAHIA

UNEB
UNIVERSITA’ ESTADUAL DO BAHIA

COMUNE
E PROVINCIA DI CAGLIARI – REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA – UNIVERSITA’ DI
CAGLIARI

FACOLTA’
DI INGEGNERIA – FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE

MIUR
SARDEGNA – UIL SARDEGNA – FEDERCOOPESCA

1          
PREMESSA

L’Associazione ASECON ONG da
diversi anni opera in Brasile, con dei progetti di cooperazione internazionale
sviluppati in particolar modo nello Stato di Bahia, presso i Comuni di
Salvador, Amèlia Rodrigue, Mangabeira, comunità di Bom Jesus dos Passos.

Dal 2001 sono stati coinvolti
numerosi enti ed amministrazioni pubbliche e private e soggetti del III
settore,  fra cui:

Governo di Bahia, Comune di
Salvador, Comune di Amélia Rodrigues, Comune di Mangabeira, Comune di
Terranova, UNEB Università Statale di Bahia, Facoltà Integrada do Bahia,
Factur, Visconde de Caiuru, Università Cattolica, Consolato d’Italia,
Associazione Italia Amica, Associazione degli emigrati sardi S’Incontru,
Progetto Sud UIL, Cooperativa di Pesca Isola di Bom Jesus dos Passos, Regione
Autonoma della Sardegna, Provincia e Comune di Cagliari, MIUR Sardegna Istituto
professionale di Stato Pertini, Istituto Alberghiero Gramsci, Istituto
superiore Azuni, Liceo polivalente di Bosa, Comune di Bosa, BIC Sardegna, CSV
Sardegna Solidale, Federcopesca, Cooperativa di pesca laguna,UIL Sardegna,
ERSAT,  ESIT, Fondazione del Banco di
Sardegna.

Tenuto conto delle esperienza
maturate nel corso di circa 15 missioni in Brasile, realizzate nel corso di
oltre 10 anni di attività, nonché delle informazioni raccolte, si propone con
il presente documento l’adozione di un Patto Strategico Territoriale per alcune
aree dello Stato di Bahia, facente parte della Repubblica Federativa del
Brasile.

Il patto, che sarà approvato da
tutte le comunità locali interessate che vorranno aderirvi, è uno strumento di
governance per la programmazione economica, territoriale e ambientale.

Il patto è uno strumento che “formalizza il risultato di decisioni
collettive” che “ricerca soluzioni differenziate attraverso la mobilitazione di
una pluralità di soggetti e attori locali”.
Si tratta pertanto di uno
strumento che per sua natura prevede la sperimentazione di soluzioni innovative
con il contributo di tutti gli attori del territorio.

La finalità generale del patto
riguarda la valorizzazione delle produzioni locali tipiche, del paesaggio,
dell’ambiente (naturale ed umano) dell’ architettura locale, delle risorse
culturali.

Per raggiungere queste finalità
l’intesa prevede di intervenire sulle seguenti tematiche:

Governance e animazione locale

Ospitalità rurale e produzioni locali

Rete del sistema produttivo locale, servizi e commercio

Turismo verso l’interno

Risorse ambientali come fattore di sviluppo e di qualità della vita

Patrimonio storico-archeologico e culturale

Servizi generali e logistica

La presente proposta
progettuale si pone rispetto alla intesa quadro come un laboratorio in cui
predisporre e sperimentare tutti gli strumenti operativi necessari alla sua
concreta attuazione. La scelta di due località, come l’isola di Bom Jesus dos
Passos e Amélia Rodrigues,  come luogo di
sperimentazione deriva dalla loro dimensione relativamente piccola, dalle loro
caratteristiche e al tempo stesso dalla presenza di strutture socio-economiche
abbastanza articolate da poter prevedere azioni per tutti gli obiettivi
specifici del patto

2         
IL CONTESTO

A) L’Isola di Bom Jesus dos Passos è la più piccola delle tre isole
che ricadono nel territorio comunale di Salvador, nella baia di Tutti i Santi
che appartiene dal punto di vista amministrativo al Comune di Salvador da cui
dista circa 65 kilometri e a 2 miglia dalla costa.

Essa conserva delle
caratteristiche particolari che, con il suo caratteristico villaggio di pescatori,  rendono questa piccola isola, davvero unica
nel suo genere in tutto il reconcavo di Bahia.

Inoltre sono particolarmente
suggestive le celebrazioni popolari religiose che accompagnano ancora oggi la
vita dell’isola. La scrittrice Rita Freire descive in questo modo l’isola:

“Nascosta come una perla in
un guscio con la sua affascinante bellezza naturale”,

La sua principale fonte di
rendita è la pesca. La popolazione residente è di circa 4.000 persone di cui la
maggioranza è costituita  da donne e giovani
con bassa scolarizzazione, in parte discendenti dalla antica colonizzazione
olandese. Nel periodo estivo la popolazione cresce a 10.000 persone.

L’isola è posta nella parte
centrale della baia fra l’isola dos Frades e Madre de Deus, che è collegata alla
terraferma e Bom Jesus è particolarmente legata a quest’ultima isola da cui
partono tutti i collegamenti marittimi e dove sono ubicati i servizi pubblici,
sopratutto scolastici, sanitari, nonchè bancari e commerciali a cui gli
abitanti di Bom Jesus  fanno riferimento.
La carenza di questi servizi sull’isola si traduce in un ostacolo all’accesso
ai servizi pubblici da parte degli abitanti di Bom Jesus dos Passos dove non
sono presenti neppure servizi culturali e ricreativi.

Nonostante questi limiti
la qualità della vita è sostanzialmente percepita e vissuta dai
residenti in modo positivo anche se non si possono nascondere i gravi problemi
di ordine igienico sanitario in cui vive la comunità. Infatti si segnala che
sull’isola non vi sono funzionali impianti di raccolta degli scarichi fognari. Gran
parte dell’isola non ha strade pavimentate e i liquami ristagnano in superficie
in rivoli maleodoranti nel quali nidificano batteri e germi di varia natura. La
comunità è quasi del tutto coinvolta nelle attività della pesca dalla quale
ricava un reddito seppur minimo attraverso la raccolta di frutti di mare,
crostacei, mitili e pesce. Il territorio dell’isola di circa 2 kilometri
quadrati è fortemente antropizzato. Fino a tre anni fa la comunità non aveva un
costante approvvigionamento di acqua potabile e l’energia elettrica è giunta
solo nel 2000. Oggi questi problemi sono stati risolti, ma nuovi se ne pongono
come il problema dei rifiuti. A pochi kilometri dall’isola sorge il secondo più
importante stabilimento petrolchimico del Brasile, situato fra l’isola di  Madre de Deus e la città di Candeias: Petrobras.
Tale ingombrante presenza ha determinato sensibili alterazioni e danni
all’ecosistema di tutta la baia e nello specifico alla comunità di Bom Jesus.

Infatti il versante interno del
tratto di mare, prospiciente la suddetta industria è del tutto compromesso per
via delle perdite e fuoriuscite di materiale petrolifero. Il versante esterno
dell’isola, quello che è orientato verso ovest, in direzione dell’oceano, dove
il fondale tende ad aumentare verso la piattaforma continentale, risulta mento
compromesso, grazie alle forti correnti che favoriscono il costante ricambio
dell’acqua marina. Nell’isola vi sono fra l’altro una elevata quantità di
abitazioni il cui tetto è stato realizzato in eternit. Infatti spesso affiorano
dalla terra stratificazioni di vecchi depositi di eternit in disuso. Dal 2005
sono stati effettuati tre monitoraggi:

Il primo riferito alle tipologie
di pesce pescato e alle relative tecniche e strumenti di pesca a cui hanno
partecipato alcuni tecnici inviati dalla Provincia di Cagliari e dalla
Federcoopesca, nonché dal Presidente la Cooperativa di Pesca “Laguna” del
Consorzio ittico di Santa Gilla; il secondo raccogliendo dalla locale
cooperativa di pesca e dai residenti una serie di testimonianze sugli standar
di vita e il terzo effettuato nel mese di agosto del corrente anno, sempre in
collaborazione con la cooperativa di pesca, riferito alla individuazione dei
punti di forza e di debolezza della locale comunità. Tali dati sono stati
ottenuti attraverso una serie di incontri, delle interviste e la
somministrazione di questionari da noi realizzati, i cui dati sono in fase di
elaborazione.

La Comunità di Bom Jesus, per
quanto non agiata, offre numerose opportunità di incremento del livello di
occupazione, senza con questo causare contraccolpi sulla sostenibilità. Le
principali attività su cui è possibile investire riguardano il settore della
pesca, dei frutti di mare e il turismo. Sul primo è possibile realizzare la
filiera corta praticamente su tutti i prodotti di più largo consumo, grazie
alla disponibilità di territorio e professionalità, ed è possibile anche
differenziare una nutrita schiera di prodotti tipici, ereditati dalla
tradizione locale. La produzione della pesca si può innestare sull’offerta
turistica, che si può realizzare secondo il modello organizzativo dell’albergo
diffuso, itti e pesca-turismo e che caratterizzerebbe l’offerta nella tipologia
del turismo marino, prevedendo quindi il collegamento con aziende del settore,
trekking a piedi e a cavallo, ma anche collegandosi alla rete degli eventi
culturali che si svolgono nelle altre Isola della baia di Tutti i Santi durante
tutto l’anno. Il paese, con le sue antiche case in pietra o in mattoni crudi,
alcune rilevanti dal punto di vista architettonico, costituisce esso stesso la
struttura ricettiva di riferimento.

Le comunità coinvolte nel
presente accordo, per quanto differenti, hanno delle caratteristiche e
specificità comuni che si ritiene possano rappresentare la dimensione ideale e
sulle quali avviare la sperimentazione di nuove forme organizzative di una
comunità. Il progetto si prefigge quindi di realizzare una gestione di tutti
gli aspetti che investono la vita sociale di un piccolo centro urbano, aspetti
che sono stati suddivisi nelle seguenti categorie: Produzione, Servizi al
Cittadino, Promozione Culturale, Sostenibilità, Partecipazione.

B) Amélia Rodrigues è stato creato nel 1961 dallo smembramento del
Comune di Santo Amaro. Il suo territorio apparteneva ai fratelli Sesmaria Luiz
Vaz e Manoel Nunes Paiva, ricchi latifondisti  il cui territorio venne donato nel 1609 dal
governatore del Brasile, Dom Diogo de Menezes.

Anni dopo tutta l’area venne
trasferita con lascito testamentario ai frati del monastero di São Bento da
Cidade. Nel 1622 i benedettini vi costruirono il villaggio di “São Bento
de Inhatá”, il primo insediamento della regione. Nel 1702, presso il sito
del capoluogo, più tardi chiamato Marucá, venne costruita la cappella di Nossa
Senhora da Lapa, formando il villaggio di “Lapa”, sviluppatosi
rapidamente grazie alla economia della canna da zucchero.

Successivamente, nel 1936, tutto
il territorio venne dato alla sede del distretto, per essere acquisito dal
comune di Santo Amaro. Nel 1944, questa località prese il nome di Traripe e nel
1961 cambiò definitivamente in Amélia Rodrigues, in omaggio alla celebre
educatrice e poetessa.

Il comune di Amélia Rodrigues ha
circa 25.000 abitanti. Esso è situato nella regione metropolitana di Bahia,
conosciuto anche come regione di Recôncavo Baiano, a circa 84 Km da Salvador. Il
suo territorio è attraversato dalla autostrada federale BR-324.
Territorialmente limitata alle città di Feira de Santana, cuore di Maria,
Conceição do Jacuípe, Santo Amaro da Purificação. Ha una superficie di circa
124 km ² all’interno della foresta atlantica, situata in un clima tropicale.

Il territorio è assai fertile ed
è attraversato da corsi di acqua e da alcune sorgenti. L’economia della
comunità è legata prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento di bovini,
alla coltivazione di piante decorative, alberi da frutto e di fiori. In questi
anni sono sorte soprattutto a lato dell’autostrada una serie di officine, di
piccole aziende e di attività commerciali. 

Altro settore sul quale Amélia
Rodriues può ottenere positivi benefici è quello del turismo responsabile. Il
suggestivo paesaggio collinare di cui il territorio è ricco, conferisce una
particolare caratterizzazione. La presenza di vecchie fattorie e case realizzate
con mattoni di terra cruda sono una costante componente di questo contesto. Vi
sono anche delle località di richiamo come la cavità di San Rocco, dove sgorga
una sorgente di acqua potabile ritenuta sacra dai residenti e sulle cui colline
della Mata atlantica si tengono ancora oggi dei particolari riti di Condomble
con l’evocazione degli Orixà da parte di numerosi figuranti e sacerdoti vestiti
con coloratissimi costumi e le cascate di Cachoeira da pedreira, ora non più
fruibili per via del grave inquinamento e del degrado in cui versa l’itera area
di cui parleremo appresso. Infine altro elemento di grande e suggestivo
richiamo sono le vecchie fabbriche per la lavorazione della canna da zucchero e
i sui derivati, fra cui la famosa bevanda alcolica, “aguardente de canna o
cachassa” purtoppo molto diffusa fra i giovani. Queste enormi strutture,
testimonianza dell’arcehologia industriale che ha segnato nel bene e nel male
l’economia di questo paese, potrebbero essere recuperate per realizzare dei
centri turistici polivalenti nei quali ricreare scenari, profumi e sapori e
dove organizzare eventi culturali, rassegne gastronomiche e di artigianato di
produzioni tipiche.

Peraltro la comunità amaliense ha
da affrontare una serie gravi problemi non solo di natura ambientale, ma anche
di tipo sanitario e sociale. Infatti il Comune è privo di un Centro di
trattamento dei rifiuti urbani. Da oltre 20 anni la comunità raccoglie i
rifiuti per depositarli su di una collina posta all’interno di un area protetta
di grande importanza ambientale chiamata “Mata atlantica”, dove poco distante
vi sono le cascate “Cachoeira da pedreira” vero tesoro naturale per tutto lo
Stato di Bahia. Questa scellerata azione dell’uomo sta causando danni
irreversibili che si riverberano a tutto il territorio compromettendo la
qualità dell’aria, acqua e terra. Inoltre le coperture di molte costruzioni
sono realizzate con lamine di eternit, i cui danni all’organismo umano e
animale sono oramai documentati da consolidata letteratura scientifico sanitaria.
Infine si segnala presenza di una fabbrica, posta proprio frontalmente ad una
grande scuola elementare “Educandario Coraçao de Maria” che recupera i prodotti
plastici senza avere alcun filtro o impianto di abbattimento dei gas e fumi di
scarico che vengono prodotti in grande quantità.

 

Le comunità sopra indicate si
presentano pertanto come laboratori ideali per la sperimentazione di azioni che
rientrano nelle categorie anzidette, ed i cui risultati potranno interessare
non solo i sottoscrittori del patto, ma ogni Comunità che sia interessata ad
implementare gli stessi strumenti.

 

3         
LE FINALITÀ DEL PROGETTO

Il progetto si prefigge di
operare per le seguenti finalità:

3.1       
Servizi al Cittadino

L’obiettivo per quanto attiene
i servizi al cittadino è di trovare le modalità operative (ad esempio “la banca
del tempo”) per la gestione di questi da parte degli stessi cittadini. In
questo modo il contributo per i servizi di cui il Cittadino usufruisce può
essere pagato mediante l’erogazione di altri servizi. Attraverso questo
meccanismo, si prevede di incrementare rispetto allo stato attuale la quantità
e la qualità dei servizi, riducendone complessivamente la spesa monetaria, sia
a carico dell’Amministrazione sia a carico del Cittadino.

3.2       
Promozione Culturale

Nella filosofia del Cittadino
che offre il suo servizio alla Comunità, di cui al punto precedente, si intende
avvalersi delle conoscenze e delle professionalità di cui i Cittadini sono
portatori, per promuovere all’interno della stessa Comunità un sapere quanto più
possibile diffuso e condiviso. Molta attenzione sarà rivolta agli aspetti
legati alla tradizione, in particolare agli antichi mestieri che rischiano di
scomparire, e alla memoria storica che si rischia di perdere, ma sarà altresì
promossa la conoscenza degli aspetti legati alla globalizzazione, l’economia,
la cultura, etc… L’attività sarà coordinata da un Centro Culturale, dotato di una biblioteca, un accesso a
Internet
su banda larga, uno spazio
adibito a conferenze e spettacoli
, e l’attività sarà coordinata da
un’apposita Commissione Cittadina, alla quale tutti i Cittadini possono aderire
liberamente e apportare il proprio contributo.

3.3       
Sostenibilità

Indipendentemente dal livello
economico cui si perviene, una comunità di persone pone un problema di Sostenibilità,
che in prima istanza si riflette sull’ambiente, di conseguenza sulla qualità
della vita. Per quanto una piccola comunità apparentemente non ponga seri
problemi di sostenibilità, questo è vero solo perché l’impatto sull’ambiente è
diluito in un contesto più vasto, quindi il problema non c’è solo perché è
trascurabile in rapporto al problema globale. Nell’ottica di offrirsi come
laboratorio per la sperimentazione di modelli di società più in armonia con
l’ambiente, si svilupperanno delle soluzioni tecniche per affrontare il
problema dell’impatto sull’ambiente e sulla qualità della vita, pensando al
paese come un sistema isolato, come qualunque soluzione che tenga conto del II
principio della termodinamica deve fare. Gli aspetti che saranno presi in esame
sotto questo punto di vista saranno: Gestione dei Rifiuti Urbani (solidi e
liquidi), Qualità dell’Aria, Approvvigionamento Energetico, Approvvigionamento
Idrico (potabile e non), Assetto Idrogeologico del Territorio.

3.4       
Partecipazione

Il progetto prevede la stesura
di un Regolamento e di una Assemblea, la cui partecipazione è aperta a tutti i
Cittadini delle comunità coinvolte, senza limiti di età e con diritto di voto.

4         
LE AZIONI DEL PROGETTO

Le finalità descritte nella
sezione precedente si esplicano in una pluralità di azioni coordinate e
integrate in un unico progetto. Tale progetto deve potersi adeguare al contesto
economico e sociale nel quale si opera, tenendo conto di possibili congiunture
internazionali, specifiche evoluzioni di carattere normativo.

4.1       
Consorzio civico

Il Consorzio Civico (CC), cui
possono aderire tutti i residenti delle comunità coinvolte è uno strumento di
governance locale ed ha lo scopo di favorire la realizzazione del progetto
grazie alla previsione di un coinvolgimento della popolazione sul modello di
Agenda 21.

Il CC intende inoltre
sperimentare formule quali “la banca del tempo” in cui lo scambio di beni e
servizi tra soggetti che aderiscono al consorzio è a tutti gli effetti uno scambio
interno e avviene senza scambio di denaro. Al tempo stesso il CC offre beni e
servizi all’esterno (turisti), producendo un reddito d’impresa che viene
suddiviso tra i consorziati sulla base dei dividendi, questi ultimi calcolati
in base al saldo tra prestazioni e beni
forniti e quelli di cui si è usufruito. Il valore
di ciascun bene e prestazione d’opera scambiati all’interno del CC o attraverso
questo forniti all’esterno, viene stabilito annualmente e necessita
dell’approvazione da parte dei consorziati, secondo procedure che questi
decideranno di darsi.

4.2       
Albergo diffuso

Una parte rilevante delle abitazioni del paese è costituito da edifici
di rilevante pregio storico e architettonico, pur essendo evidenti numerosi
segni dell’incuria, dovuti al fatto che da tempo detti edifici sono stati
abbandonati. Nel progetto generale è previsto un recupero integrale delle case
antiche del paese, con la prospettiva di destinarne una parte ad uso abitativo,
parte allo svolgimento di attività artigianali e culturali e parte alla
realizzazione di un albergo diffuso. Questa attività costituisce una componente
fondamentale dell’intero progetto, perché è l’attività principale con cui il CC
interagisce con il mercato, e perciò permette sia di finanziare nuove attività,
sia di procurare un reddito ai consorziati che non svolgono attività
professionali al di fuori del consorzio.

L’albergo diffuso in progetto permette di realizzare un’offerta con
diverse specificità, se confrontato con le realtà operanti nello stesso
settore. E’ infatti diverso anzitutto il modo in cui detto albergo si integra
nell’area urbana, soprattutto per come questa si adatta alle esigenze del
primo. In prospettiva il paese nel suo insieme dovrà costituire l’ambiente in
cui l’albergo opera, sia come cornice urbanistica, sia come complemento di attività
che costituiscono la specificità dell’offerta. Le attività che, per quanto
svolte autonomamente, si possono interfacciare con la struttura ricettiva sono:
trekking a piedi e a cavallo, corsi di intaglio, di ceramica, cucina
tradizionale, di produzione di prodotti tipici, di coltivazioni biologiche, di
produzione del vino e di liquori. La possibilità di offrire questa varietà di
servizi suppletivi deriva dalla completa integrazione dell’albergo con il
centro abitato, dove le attività per mezzo delle quali è offerto il servizio
operano autonomamente rispetto alla struttura ricettiva.

4.3       
Centro di trattamento dei rifiuti

La produzione dei rifiuti è una dei principali fattori che rendono il
modello attuale di civiltà insostenibile. La soluzione proposta in questo
progetto parte anzitutto dal superamento del concetto di rifiuto, perché
l’accezione convenzionale presuppone la presenza di un sistema aperto, che
consente a ciò che non serve più di essere scaricato “altrove”. Il concetto
alla base di questo progetto consiste nell’assumere che un siffatto altrove non
esista. Il paese è concepito come un sistema che interagisce con l’ambiente
circostante attraverso lo scambio di
materia, all’interno della quale non è
contemplato il rifiuto. Il capitolo che richiede il maggiore impegno in questo
senso è rappresentato da quelli che impropriamente vengono denominati Rifiuti
Solidi Urbani (RSU) e che in questo documento saranno indicati da qui in avanti
come Scarti Domestici (SD), in questi comprendendo anche i reflui fognari. Il
Centro di Trattamento dei Rifiuti (CTR) prevede la separazione e l’eventuale
trattamento o pre?trattamento di tutti gli SD prodotti all’interno del paese,
valorizzando le frazioni che possono essere riutilizzate da industrie operanti
in Sardegna, e trattando in loco le frazioni non riciclabili. Poiché anche i
fumi devono essere considerati a tutti gli effetti flusso di
materia che abbandona il sistema, la frazione
non riciclabile potrà essere sottoposta a termovalorizzazione solo se questa
non comporta il rilascio di reflui nell’atmosfera. A tale riguardo si intende
adottare la tecnologia già sperimentata con successo negli impianti di
produzione di energia elettrica alimentati con il carbone, nei quali appunto
non è previsto il camino perché i residui, principalmente acqua e CO2, escono
dall’impianto allo stato liquido. Questo è possibile grazie all’impiego di
tecnologie che hanno già raggiunto la piena
maturità industriale, quali la gassificazione
con la tecnologia a letto trascinato, il reforming del gas di sintesi,
l’assorbimento della CO2 mediante colonna di distillazione. Questi processi
permettono di alimentare una sezione di produzione di energia elettrica
utilizzando idrogeno quasi puro, ottenendo acqua come prodotto della
combustione, mentre la CO2 separata e compressa a 80 bar diventa liquida a
temperatura ambiente, e può essere commercializzata come
materia prima per numerosi processi
dell’industria chimica.

La produzione di energia nell’impianto permette di soddisfare il consumo
interno e di alimentare anche una serie di processi di trattamento degli SD dai
quali non è possibile recuperare energia. Tra questi si prendono in esame in
particolare i metalli e il vetro, il cui va
lore commerciale dipende fortemente dal grado di
separazione che si riesce ad ottenere. L’impianto funzionerà anche come centro
di raccolta dei
materiali riciclabili, specie carta, cartone,
plastica, alluminio, vetro e altri. Nell’economia del processo sarà
fondamentale il contributo dei cittadini che dovranno essere direttamente
coinvolti nella selezione e raccolta degli SD.

4.4       
Rete delle attività artigianali

Nella comunità di nostro riferimento è tutt’oggi consistente il patrimonio
di conoscenze delle tradizioni e dei mestieri antichi, e tra le persone che
conservano detto patrimonio vi è una continua ricerca su tutto il territorio
regionale di elementi di innovazione e diverse tradizioni, in particolare per
quanto riguarda la lavorazione artistica del legno e della ceramica, la
produzione di piatti e  dolci
tradizionali, specie a base di cocco. La prospettiva è quella di adibire una
parte delle case antiche ristrutturate allo svolgimento di tali attività e alla
realizzazione di scuole artigiane, tramite le quali trasmettere alle nuove
generazioni queste conoscenze e, al tempo stesso, offrendo un servizio di
scuola sia integrato con l’albergo diffuso, quindi orientato ai turisti, sia
come attività autonoma e strutturata, indirizzata ai paesi limitrofi. Dette
attività saranno gestite in modo coordinato, in modo da poter condividere
spazi, attrezzature e competenze, avvantaggiandosi dell’economia di scala.

4.5       
Rete delle attività alimentari

Nei paesi coinvolti nel progetto sono attive numerose imprese, per lo
più a conduzione familiare, che operano nel settore alimentare e della pesca.
Le produzioni principali sono molteplici, variano da zona a zona. Da quella canna
da zucchero, cerealicola, l’allevamento ovino e suino, e in misura minore florivivaistico,
ortofrutticolo e dolciario di Amelia Rodrigues a quella della pesca, della raccolta
di crostacei, molluschi e frutti di mare di Bom Jesus dos Passos.

La quasi totalità di tali produzioni è affidato alla grossa
distribuzione, fatta eccezione per piccole quote che riguardano i consumi
personali delle famiglie. Nondimeno, questi prodotti presentano una domanda
interna che permetterebbe di distribuire l’intera produzione ai residenti,
avvantaggiandosi anzitutto del mancato trasporto della merce, e in secondo
luogo sfruttando il meccanismo dello scambio interno al Consorzio Civico di cui
si è detto prima. Anche queste attività si costituiscono in rete, oltre che per
sfruttare l’economia di scala anche per coordinare l’attività produttiva in
funzione della domanda sia interna sia esterna. In questa ottica si può pensare
di estendere la produzione verso altre tipologie di prodotto alimentare e alla
nascita nel paese di nuove attività per la loro trasformazione. Infine, la rete
avrà il compito di effettuare un’indagine su tutti i prodotti che vengono
commercializzati nel paese, sia attraverso analisi chimico?fisiche, sia
sull’eticità della linea produttiva, sia sull’equità del prezzo di vendita, sia
sulla rispondenza ai requisiti di carattere ambientale che il CC deciderà di
richiedere.

4.6       
Rete dell’edilizia

L’attuazione del presente progetto richiede un’intensa attività edile,
che si esplica principalmente nella ristrutturazione di tutte le case antiche
presenti nel paese, nella riqualificazione delle case moderne dal punto di
vista urbanistico e dell’efficienza energetica, nel riassetto urbanistico del
paese. Nei paesi da noi presi in esame risiedono diverse persone che lavorano
nel campo dell’edilizia, e alcune di queste possono vantare una rilevante
esperienza nel campo della ristrutturazione e nel recupero di edifici antichi.
Vi è quindi la possibilità di effettuare in economia, all’interno del Consorzio
Civico, tutte le opere edili e di miglioramento che possono rendere il paese un
complesso urbanistico omogeneo e integrato, adottando soluzioni che prevedano
la coesistenza di costruzioni antiche e moderne.

Al tempo stesso la rete dovrà sperimentare tecnologie per la produzione
di energia, con l’obiettivo dell’autosufficienza degli edifici dal punto di
vista energetico. Le linee di ricerca principale riguarderanno l’efficienza
energetica degli edifici, il fotovoltaico, il solare termico, l’eolico, la
cogenerazione e il teleriscaldamento, quest’ultimo sfruttando il ca
lore di risulta dell’impianto di trattamento dei
rifiuti descritto sopra. La sperimentazione di queste tecnologie e la loro
ottimizzazione su scala domestica verrà eseguita su una casa realizzata allo
scopo e che costituirà un vero e proprio laboratorio energetico.

4.7       
Centro Culturale

Il Centro Culturale ha per obiettivo la promozione della conoscenza
della cultura e delle tradizioni locali, ma si pone come una finestra e ponte
multiculturale globale, riflettendo sul microcosmo dei paesi coinvolti e le
espressioni delle culture di tutto il mondo. Si intende realizzare un teatro,
una biblioteca, e una serie di uffici attrezzati per condurre ricerche e
stabilire contatti con qualunque parte del mondo. Il centro culturale avrà
anche il compito di allestire corsi aperti agli abitanti dei comuni interessati
e dei paesi vicini, su lingua e letteratura portoghese, lingua e letteratura
straniera, teatro, cinema, arte, ma anche su questioni di interesse contingente
quali corsi di alfabetizzazione informatica, gestione dei rifiuti, aspetti
normativi.

Il centro si propone quindi l’obiettivo di favorire il confronto fra
cittadini e la crescita di una sempre maggiore consapevolezza da parte dei
cittadini del proprio ruolo nella società.

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