Appello di Carlo Ruta per la libertà di espressione del pensiero

Da Valter Mura riceviamo e volentieri diffondiamo.

 

Oggetto: appello di carlo ruta

Data: giovedì 4 settembre 2008

Da: "accadeinsicilia@tiscali.it"

Emergenza libertà in Italia

 

La sentenza siciliana che ha condannato l’informazione in rete,

ritenendola né più né meno che un crimine, sta suscitando proteste e

allarme sul web e in ogni ambito del paese civile e responsabile. E’

tempo di mobilitazione, e le ragioni sono pesanti come pietre. Sono

stati attaccati princìpi che hanno fatto la storia del pensiero

democratico: i medesimi per i quali, nel nostro paese, uomini come i

fratelli Rosselli, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Eugenio Curiel,

Giovanni Amendola, hanno speso il loro impegno e dato la vita. E’ stato

puntato e centrato in particolare il principio della libera

espressione, che, rappresentativo delle libertà tutte e momento

rivelatorio di uno Stato democratico, costituisce un cardine della

Costituzione repubblicana

L’attuale governo italiano, che si sta connotando sempre più in senso

illiberale, non può sottrarsi a questo punto al dovere morale di

rispondere al moto di protesta di questi giorni. Basta con gli

infingimenti. Non si aspetti che l’onda di piena dell’indignazione si

plachi. Si farà il possibile perché non si fermi. E’ in gioco appunto

la democrazia, nella sua frontiera più avanzata e aperta, rappresentata

dalla libera espressione in rete, dalla comunicazione che irrompe e

prorompe in senso orizzontale, che rende i cittadini protagonisti in

modo nuovo. E’ in gioco, come si diceva, la Costituzione, che, come ci

ha ricordato Piero Calamandrei, non è nata nei salotti, né nelle stanze

del potere, ma sulle montagne, accanto ai corpi degli uccisi, tra i

fuochi delle città in rivolta. L’onda di piena non scenderà.

E’ necessaria una legge subito, che, distante da ogni possibilità di

equivoco sul piano interpretativo, fermi in via definitiva le trame

censorie e repressive dei poteri forti del paese, per vocazione

illiberali e antidemocratici. E’ altresì necessario che il legislatore

prenda atto che l’informazione sul web non può recare limitazioni di

principio. La rete è un luogo cardine del nostro tempo, in cui la

democrazia prende corpo e voce, con l’esercizio del confronto. Non può

essere quindi annichilita, come avviene in Iran e in Birmania.

Si fa appello allora alle realtà del web, della comunicazione a tutti

i livelli, del paese civile e responsabile, perché la mobilitazione

continui ad oltranza, con iniziative forti. La sentenza siciliana, come

ha scritto un blogger, potrebbe essere una delle ultime "perle" di una

collana che, giorno dopo giorno, sta mutandosi in un cappio. E si

tratta di fare il possibile perché questo non avvenga. Occorre impedire

che si consumi in Italia il rogo della libera espressione, memori del

resto che i roghi delle idee possono essere preparatori di regimi a

scena aperta.

Carlo Ruta

 

Per aderire a questo appello, comunicare a mezzo email , indirizzata

ad accadeinsicilia@tiscali.it, nome, cognome, professione e città.

Per testimonianze:

carlo.ruta@tin.it

 

Si prega vivamente di pubblicare e diffondere.

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