Felice 2007, anche a chi …


Come faccio da circa 20 anni alla fine di Dicembre di ogni anno dedico un particolare saluto ed augurio a tutti coloro che ho avuto modo di conoscere o semplicemente positivamente incontrare. Gli anni scorsi mi limitavo a scrivere dal Giornale Sardegna Magazine, periodico tutt’ora in vita, oggi sento la necessità di usare questo blog che pur tra mille difetti e problemi mi permette di raggiungere un sempre maggior numero di persone.
Cosa dire???
Prima di tutto auguro serenità e benessere a tutti, anche a coloro che non mi stimano nell’augurio che possano ricredersi e soprattutto che abbiamo la possibilità di conoscermi, visto che spesso (specialmente in Sardegna)si parla senza neppure conoscere e sapere, “pour parler” diceva una mio amico. Io direi “po nai scimproriusu e tontesa”.
Un caro saluto lo rivolgo a Gabriella e a sua sorella Silvia, a Giovanna ad Elisabetta e alla sua straordinaria bellezza non solo esteriore, ai colleghi che prima di tutto ho imparato a considerarli veri amici, Mario, Anna, Antonello, Mariolina, Maria Grazia, Paola. Gabriella, Marisa, ai colleghi in pensione Luisa, Mariolina, Alessandro. Un particolare saluto lo rivolgo alla memoria dei miei cari, mia mamma Albertina, mio fratello Giulio…
E poi…voglio ricordare il Senatore Pietro Pinna, un Signore della Politica e del giornalismo sociale, recentemente scomparso e gli amici che più non ci sono Dino, Emy, Carlo con i quali abbiamo “vissuto” molte tappe importanti della giovinezza. Un pensiero affettuso lo rivolgo a tutti gli “Amici di Sardegna” che in questi anni, condividendo gioie e dolori, hanno contribuito con il loro impegno a far crescere l’Associazione, prima di tutti Maria Bonaria e Tonino, i Signori Deiana, Rosella, Sara, Ottavio.
Un saluto lo voglio rivolgere persino anche a coloro che tanto bene non hanno fatto… nella speranza che possano porre rimedio alle loro malefatte.
Penso a Salvatore P., Pietro M., Giuseppe P. che hanno approfittato della nobile parola “Amicizia” per non restitutire quanto sottratto.
Ma non voglio parlare di questo. Anche perchè alla fine ci perde “chi bene non fa”.
Voglio augurarmi di avere nel nuovo anno la possibilità di incontrare il Presidente Soru e poterlo guardare negli occhi per rappresentargli alcuni problemi che egli ha generato con la “sua politica”; politica che non deve fare di ogni erba un fascio.
Anche perchè mi è parso di capire che, in certi casi e per certe persone, le erbe vengano ben selezionate prima di essere raccolte.
Ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano dai propositi voluti.
Per questo mi fermo qui…invitandovi a dire la vostra e contribuire a far vivere, anche con questo blog, quella informazione costruttiva che non c’è e di cui si sente tanto il bisogno, specie per la formazione delle future generazioni.
Auguro a tutti felicità e benessere per un proficuo 2007 e che venga data una reale opportunità di sviluppo per i bambini del terzo mondo.
PS Un particolare saluto a mio figlio Giulio, sua madre Roberta e al suo amichetto Jacopo B. e a colui che, da sempre, è il mio più grande amorevole affetto “Papà Giacomo” di soli 94 anni.

3 commenti su “Felice 2007, anche a chi …”

  1. Grazie Jana per la visita e gli auguri. Voglio solo dirti che non sono arrabbiato con il Presidente Soru e poco mi rallegra il fatto che “altri” abbiano fatto peggio di lui.
    Vedi, per me, il problema sta proprio nel fatto che dobbiamo smettere di voler, masochisticamente, solo il meno peggio.
    Ma quando inizieremo a far veramente bene al popolo sardo?
    Ridurre drasticamente il deficit di bilancio della Regione sarda ha causato innumerevoli problemi occupativi, sociali ed esistenziali. Non si poteva cercare di ripianare il debito in più annualità e con strategie meno devastanti?
    E poi…quello di cui mi lamento è l’assoluta mancanza di dialogo e confronto con il nostro Signor Presidente Soru.
    Questo modo di fare, spregiudicato e decisionista non appartiene alla cultura progressista, anche se vi sono autorevoli esempi come l’On. Bettino Craxi che, pur tra mille limiti, è riuscito a dare impulso alla economica ed all’immagine dell’Italia.
    Ma se non sbaglio furono quegli gli anni in cui il centrosinistra portò l’indebitamento pubblico a livelli abissali. Di questo oggi e per molti anni ancora pagheremo le conseguenze.
    E allora, che si fa? Dirai tu.
    …Augurarci un 2007 semplicemente migliore dove non si debba vivere pensando al contingente condizionati da una economia che sempre più spesso qualifica la nostra esistenza, fra il baratro dell’indebitamento e del consumo da una parte e dell’austerità più dura e del ferreo rigore dall’altra.

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